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Roma – Riceviamo e pubblichiamo – “Spiace che anche quest’anno il dimensionamento scolastico sia andato in pasto a quelli che possiamo solo definire come professionisti specializzati nel caos della disinformazione. Come Regione Lazio abbiamo seguito in modo rigoroso tutte le procedure previste dalla normativa vigente. Il dimensionamento non è un capriccio ma parte integrante di un processo di revisione generale del mondo dell’istruzione.
E siamo andati oltre, puntando ad una condivisione anticipata con tutti gli enti preposti al fine di arrivare a scelte il più possibile condivise. Non è bastato perché evidentemente trovare la ribalta mediatica piegando la realtà a proprio piacimento è preferibile ad una corretta informazione da parte di alcuni esponenti politici.
È importante rilevare, stando alcune delle critiche avanzate, che il superamento del sistema numerico 400/600 come unico criterio di dimensionamento è stato da anni chiesto dalle regioni per dare a queste ultime la possibilità di superare la rigidità di tali parametri per privilegiare le specificità dei territori che oggi sono il punto cardine delle linee guida sul dimensionamento.
Proprio per dovere di cronaca è utile ribadire come fatto in passato, inoltre, che nessuna scuola sarà chiusa, che nessun servizio sarà sottratto a famiglie e studenti e che si tratta di una misura finalizzata a garantire un dirigente in ogni scuola superando la precarietà delle reggenze. Come istituzioni abbiamo il dovere della chiarezza verso i cittadini, verso i ragazzi e questa continua disinformazione fa male solo a loro. La delibera? Come ha detto il presidente Rocca non sarà ritirata”.
Regione Lazio
