Viterbo – Faceva parte della “banda degli anelli”, la peruviana di 44 anni arrestata dalla squadra mobile il 7 febbraio a Fiumicino non appena sbarcata dal volo proveniente da Madrid dopo l’arresto in Spagna in seguito a due mandati di cattura europei, che l’hanno portata dritta dritta nel carcere romano di Rebibbia. Una banda composta da tre ladri provetti, che entravano nelle gioiellerie, si spacciavano per facoltosi nobili sudamericani e facevano razzia di anelli preziosi. La denuncia è partita due anni fa da Viterbo.
Il terzetto, composto da un uomo e due donne, fu denunciato a Viterbo nella primavera di due anni fa quando, a fine aprile 2023, rubarono in una gioielleria un anello del valore di 17mila euro. Sarebbe stata proprio la 44enne a sfilarlo dalla vetrina e infilarselo in tasca, sotto gli occhi della videosorveglianza.
L’uomo e una delle due donne furono poi arrestati l’11 ottobre 2023, rispettivamente ad Albano Laziale e a Ostia, dove furono notificate loro le ordinanze di custodia cautelare in carcere del gip del tribunale di Viterbo, mentre la 44enne, che aveva perdere le sue tracce, finì ricercata.
le manette scattarono per un 49enne e una 40enne, per cui il giudice dispose la custodia cautelare nelle carceri di Regina Coeli e Rebibbia. A casa dell’uomo furono trovati abiti griffati e di pregevole fattura, oltre a diverse coppole usate nei colpi, gli “attrezzi da lavoro” con cui circuiva le vittime.
Furti in gioielleria tra Viterbo, Milano, Firenze e Siena
Grazie a un’impronta digitale sulla vetrina e ai filmati della videosorveglianza interna e cittadina, la polizia scientifica è riuscita a identificare i soggetti, a partire dal profilo di una delle due donne, dopo di che poliziotti e magistrati viterbesi, in una vera e propria caccia all’uomo, sono risaliti tramite gps anche all’auto con cui i tre si davano alla fuga dopo i colpi delle gioiellerie.
L’auto, puntualmente, veniva parcheggiata nei pressi del negozio preso di mira. Il veicolo, noleggiato con documenti falsi, nel frattempo era stato riconsegnato ma, tramite il tracciato del gps antifurto della compagnia assicurativa, gli agenti hanno ricostruito i movimenti della banda svolti nel maggio successivo.
Furti in gioielleria tra Viterbo, Milano, Firenze e Siena
Nessun tentativo di scasso, nessuna arma puntata contro il titolare.
Con destrezza e savoir faire, la “banda degli anelli”sarebbe riuscita in breve tempo a mettere a segno quattro colpi per un bottino complessivo di 57mila euro, rubando cinque anelli di elevatissimo valore.
Specializzati per l’appunto in furti di anelli preziosi nelle gioiellerie più lussuose, sono entrati in azione non solo a Viterbo, ma anche a Firenze, Milano e perfino a Chiusi Scalo in provincia di Siena. La loro base operativa sarebbe stata ad Albano, ma mettevano a segno colpi in tutta Italia.
Proprio a Chiusi Scalo, il successivo mese di giugno, avrebbero piazzato un colpo da 7mila euro rubando due anelli. A Firenze e Milano, nello stesso giorno, si impossessarono di altri due anelli per un valore complessivo di circa 33mila euro.
Silvana Cortignani
Furti in gioielleria tra Viterbo, Milano, Firenze e Siena
Articoli: Ricercata in Europa per furti in gioiellerie, a Viterbo rubò un anello da 17mila euro – Furti in gioielleria, i ladri si spacciavano per facoltosi nobili sudamericani – Colpi in gioielleria tra Viterbo, Milano, Firenze e Siena: in due finiscono in manette
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


