Viterbo – (eli.ca.) – Filiera solidale del cibo, redistribuite 1,64 tonnellate di alimenti. Sono i risultati presentati in occasione della Dodicesima giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare che si è svolta oggi a Palazzo dei Priori.
Viterbo – La presentazione dei dati della Filiera solidale del cibo
“Questo lavoro attento sta iniziando a portare i suoi risultati” ha detto la sindaca Chiara Frontini in apertura del convegno durante il quale è stata illustrata e spiegata l’iniziativa.
Patrizia Notaristefano e Rosanna Giliberto
Oltre alla sindaca erano presenti all’incontro, tra gli altri, l’assessora Patrizia Notaristefano, che aveva delega alle politiche sociali nella fase iniziale del progetto, l’attuale assessore alle politiche sociali e all’educazione Rosanna Giliberto, Clara Cicatiello, professoressa associata dell’Università degli Studi della Tuscia (Dibaf), i rappresentanti delle associazioni che recuperano il cibo, Paolo Rellini, responsabile della piattaforma Regusto e i referenti delle aziende che hanno aderito al progetto.
Viterbo – La presentazione dei dati della Filiera solidale del cibo
“Abbiamo lavorato molto prima della sottoscrizione dell’accordo – ha detto Notaristefano -. L’obiettivo del comune è stato quello di poter dare un’organizzazione organica alle realtà già esistenti. Importante è stato studiare il progetto con il Dibaf dell’Università della Tuscia che ci ha aiutato a portare avanti il tutto. Il 5 febbraio 2024 abbiamo firmato poi il protocollo. È un’iniziativa importante per le fasce più deboli che vogliamo aiutare”.
A un anno dalla firma del protocollo d’intesa tra il comune di Viterbo e tre associazioni impegnate nel recupero delle eccedenze alimentari – Viterbo con Amore, Croce Rossa Italiana (comitato di Viterbo) e CaritàCoop cooperativa sociale, diventate Ats – è tempo di bilanci per il progetto contro lo spreco alimentare.
Viterbo – Il logo della Filiera solidale del cibo
“Sono state redistribuite 1,64 tonnellate di cibo equivalenti a 3200 pasti, da maggio 2024 – ha spiegato la professoressa Clara Cicatiello dell’Unitus -. Sono prodotti ad alto valore nutrizionale. Tuttavia sono numeri ancora piccoli e si tratta solo di un pezzo delle eccedenze disponibili. Tutti gli operatori possono aderire, per ora con noi ce ne sono quattro che collaborano e hanno aderito alla chiamata che abbiamo fatto alla città. Chi partecipa può accedere a dei benefici fiscali e speriamo che serva da stimolo affinché altre aziende aderiscano”.
La Filiera solidale del cibo rappresenta un modello strutturato di recupero e redistribuzione delle eccedenze alimentari all’interno del territorio comunale. L’iniziativa permette di intercettare cibi ancora idonei al consumo ma rimasti invenduti, per destinarli gratuitamente ad associazioni ed enti del terzo settore che assistono famiglie in difficoltà.
Viterbo – La presentazione dei dati della Filiera solidale del cibo
Il sistema si avvale della piattaforma digitale Regusto per tracciare le donazioni e garantire trasparenza nel processo di recupero. Attualmente, quattro aziende della grande distribuzione hanno aderito al progetto: National Frutta Mof (località Acquarossa), Tigre (Vico Quinzano e Bagnaia) ed Eurospin (Santa Barbara).
Durante il convegno è stato presentato il logo della Filiera solidale del cibo, dove il simbolo più importante sono le mani che donano alimenti.
“La maggior parte delle persone che ne hanno bisogno – ha sottolineato nel suo intervento la presidente della Croce rossa di Viterbo, Cristina Bugiotti – sono soprattutto i migranti stranieri, i nuovi poveri che sono le persone che hanno perso il lavoro o hanno avuto problemi di salute. In molti si sono rivolti alla Croce rossa. Questa iniziativa innesca un meccanismo virtuoso con cui ridiamo dignità alle persone che fanno parte di una società che non vuole lasciare indietro nessuno”.




