Viterbo – La protesta dei trattori non decolla. Tre mezzi e 12 persone. Questa mattina all’imbocco del casello autostradale di Orte.
Antonio Monfeli
Con loro Antonio Monfeli del comitato nazionale di coordinamento e di azione per l’evoluzione agricola (Conca).
“Se eravamo di più era meglio – dice Monfeli -, ma combatteremo lo stesso cercando il sostegno della società civile”.
La protesta degli agricoltori al casello di Orte
Sul posto ci sono anche polizia e carabinieri. Nessun problema per il traffico.
“Resteremo qui fino alle 18 – prosegue Monfeli -. Siamo pochi anche se altri stanno arrivando”.
Su un trattore sventola il tricolore. Sullo sfondo un cartello con una scritta nera: “Non vogliamo sussidi! – sta scritto -. Vogliamo il giusto prezzo per cio che produciamo”.
La protesta degli agricoltori al casello di Orte
L’anno scorso il movimento dei trattori scosse il paese, da nord a sud, con manifestazioni imponenti. Anche a Viterbo e nella Tuscia.
“Il 22 gennaio dell’anno scorso, il primo giorno della protesta – ricorda Monfeli -, c’erano solo 7 persone. Dopo 14 giorni eravamo arrivati a 2500 persone. Siamo diduciosi, la nostra è una manifestazione giusta”.
La protesta degli agricoltori al casello di Orte
Come proseguirà? “Se ci saranno adesioni – sottolinea Monfeli – resteremo qui”.
Le ragioni della protesta di quest’anno? “Nel 2024 hanno chiuso 40 mila aziende – spiega Monfeli -. Il tutto a causa di una crisi economica dovuta al grande capitale internazionale che sta organizzando la liquidazione dell’agricoltura per acquistare i terreni e farci i campi fotovoltaici. Un’agricoltura dove il cibo che finirà sulle tavole delle persone lo decideranno loro, mentre noi siamo abituati a produrre cose genuine”.
La protesta degli agricoltori al casello di Orte
“Un dramma che viene dall’America – fa notare Monfeli – che ha imposto un mercato tutt’altro che libero. Un mercato che sta per fallire e che si ripercuoterà sugli agricoltori”.
“L’agricoltura italiana – conclude Antonio Monfeli – è sotto attacco. E lo è perché la politica glielo permette”.
Daniele Camilli




