Civitavecchia – “Le foibe furono il simbolo più tragico del desiderio di annientamento politico ed etnico”. Il sindaco Marco Piendibene nel Giorno del Ricordo: “La nostra città accolse centinaia di profughi, offrendo loro un rifugio in un momento di disperazione”.
Civitavecchia – Le celebrazioni del Giorno del Ricordo
“Oggi, con il senso di responsabilità che deve caratterizzare le istituzioni, siamo qui per ribadire che la storia merita di essere ricordata nella sua interezza, senza omissioni e senza zone d’ombra”. Lo ha detto il sindaco Marco Piendibene durante le celebrazioni per il Giorno del Ricordo, al parco Uliveto.
“Le foibe furono il simbolo più tragico di una violenza che colpì indiscriminatamente, spinta dall’odio e dal desiderio di annientamento politico ed etnico. Migliaia di uomini e donne furono gettati in quelle cavità carsiche, vittime di un disegno che non lasciava spazio alla pietà.
La nostra città, Civitavecchia, seppe dimostrare uno spirito diverso. Accolse centinaia di profughi, offrendo loro un rifugio in un momento di disperazione. Non fu una realtà facile, perché la città stessa portava ancora i segni della guerra, ma proprio per questo la nostra comunità seppe comprendere, forse meglio di altri, il dolore di chi aveva perso tutto.
Civitavecchia – Le celebrazioni del Giorno del Ricordo
Oggi, deponendo questa corona al Parco dell’Uliveto, vogliamo ribadire un impegno: quello di non lasciare che il tempo cancelli la memoria”. L’intervento davanti a rappresentanze istituzionali e religiose. Poche ore prima il sindaco aveva parlato in aula consigliare Renato Pucci, davanti agli studenti delle scuole cittadine.

