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Le salutari e “miracolose risorse” delle acque termali viterbesi in un cortometraggio proiettato 70 anni fa al Cinema Nazionale di Viterbo

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Viterbo – Nelle ultime settimane per amore verso il mio luogo natio, ho iniziato una nuova interessante quanto difficile ricerca.


Viterbo - Le salutari acque termali viterbesi in un cortometraggio al Cinema Nazionale di Viterbo

Viterbo – Via della Rimessa


Grazie gli archivi pubblici e privati, quelli esistenti e ordinati bene, si riescono ancora a trovare belle sorprese. Settant’anni fa al cinema nazionale di Viterbo, l’esercizio pubblico che stava tra via Macel Gattesco e via della Rimessa, esattamente sabato 14 e domenica 15 maggio 1955, dopo il solito cinegiornale della Settimana Incom e prima del film “L’arte di arrangiarsi” di Luigi Zampa interpretato da Alberto Sordi e altri bravissimi attori, ultima parte di una trilogia ideata e sceneggiata da Vitaliano Brancati, è stato proiettato anche il cortometraggio intitolato “Acque salutari”.

Una pellicola della durata di circa 18 minuti girata l’anno prima dal regista Romolo Marcellini per conto dell’Inps con casa di produzione Istituto nazionale Luce. Un breve filmato di propaganda per i provvedimenti che l’Istituto nazionale della previdenza sociale stava attuando in favore dei lavoratori dipendenti. Tali provvedimenti permettevano a contadini e operai, e non solo, in caso di necessità, di avere ospitalità ed assistenza medica nelle molte case di cura termali create a tale scopo in Italia.


Con sorpresa e soddisfazione, proprio all’inizio, mi sono trovato davanti la sorgente del Bullicame, ancora con le canalizzazioni medioevali per la fuoriuscita dell’acqua, e la costruzione della nuova sede Inps in Strada Terme. La precedente sede termale, durante la Seconda guerra mondiale, era diventata sede del Comando militare tedesco della Wehrmacht e, durante la ritirata, fatta saltare in aria dai tedeschi.

Nelle diverse sequenze si esaltano le virtù terapeutiche delle nostre acque sulfuree per risolvere le numerose forme reumatiche e artritiche e anche delle diverse bronchiti.  Acque che vengono definite nei commenti di Ernesto Coccia “miracolose risorse” calde a circa 60° centigradi e proprio accanto vengono esaltate le emergenze archeologiche etrusche e romane. Durante le riprese della costruzione della nuova sede Inps si vedono molto bene, anche in primo piano, gli operai edili mentre svolgono le loro mansioni. 

Il cinema nazionale, oggi chiamato sala Gatti, situato precisamente in via della Rimessa 6, alla metà degli anni ’30 del secolo scorso, era di proprietà comunale e gestito dall’impresa di Ezio Proietti. Era aperto tutto l’anno con spettacoli cinematografici giornalieri e d’estate faceva funzionare anche un’arena all’aperto. Era un cinema di quarta categoria con 150 posti a sedere e dipendeva dalla “Gestione unica cinema teatri” di Viterbo.

Chi può e vuole contribuire a ad approfondire la mia ricerca, con testimonianze dirette o indirette o altro materiale documentario può contattarmi al numero Whatsapp 3382129568

Silvio Cappelli 


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