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Maxirissa al Sacrario, chiesti 16 mesi per il conducente dell’auto lanciata tra la folla

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Alessio Denocenti

Alessio Denocenti

Maxirissa al Sacrario - Hosseini Mohammad

Maxirissa al Sacrario – Hosseini Mohammad

Paolo Trabalzi

Paolo Trabalzi

Viterbo – (sil.co.) – Maxirissa con investimento tra la folla al Sacrario, l’accusa chiede un anno e quattro mesi di reclusione per Alessio Denocenti, il 48enne viterbese che lo scorso 26 aprile si sarebbe scagliato in auto contro il 34enne Mohammad Hosseini, al culmine del violento episodio che ha coinvolto anche il 37enne Paolo Trabalzi.

Trabalzi per ora resta l’unico ad essere uscito di scena, avendo già patteggiato otto mesi di reclusione, mentre il giudice Giovanna Camillo deciderà a marzo sull’analoga richiesta di Hosseini, i cui difensori Luca Ragonesi e Marco Valerio Mazzatosta hanno concordato col pm nove mesi e 1500 euro di multa. E sempre a marzo è prevista la decisione su Denocenti.

Ieri il difensore Luigi Mancini, durante la discussione, ha molto insistito sull’investimento, sottolineando come siano gli stessi referti del pronto soccorso di Viterbo a smentirlo.

“Hosseini è stato sottoposto a una serie di accertamenti – tac con e senza contrasto, lastre – il cui quesito era ‘trauma da schiacciamento con auto’ e la cui risposta è stata ‘trauma alla spalla e escoriazioni al volto da aggressione fisica da persona non nota’, con prognosi di sette giorni”, ha detto il legale.

Il famoso video della maxirissa girato da un privato cittadino, il cui senso civico è stato elogiato dagli operanti durante il processo, sarà nel frattempo acquisito su richiesta dello stesso giudice Camillo, che prima della sentenza vuole visionarlo.

“Il video – ha spiegato il difensore di Denocenti – mostra come il mio assistito, una volta salito in macchina, scarti a destra mentre Hosseini si trova a sinistra e poi ancora più a sinistra e lui ancora più a destra, dopo che gli si è parata la donna davanti all’auto, che non è piombata a tutta velocità sulla folla, ma era praticamente quasi ferma”.

Il processo è stato rinviato a marzo per repliche e sentenza e lo stesso giorno il giudice deciderà sulla richiesta di patteggiamento.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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