Viterbo – Deposito scorie nucleari, territorio diviso in tre macroaree per presentare osservazioni e opporsi al progetto.
Un percorso proposto dalla provincia ai comuni individuati come possibili siti. Nella Tuscia sono oltre venti.
Alessandro Romoli
Palazzo Gentili è impegnato a dire no all’insediamento e il presidente Alessandro Romoli nelle scorse settimane ha avuto modo d’incontrare i sindaci interessati, con il consigliere delegato Nicolai.
“Ci siamo visti con i primi cittadini dei centri dove è previsto il possibile insediamento – ricorda Romoli in consiglio provinciale – erano tutti presenti. La nostra idea, accolta positivamente, è di dividere il territorio in tre macroaree omogenee”. Una fa riferimento a Tuscania, l’altra fra Tarquinia, Montalto di Castro, Ischia e la terza, zona Cimini, riferimento Civita Castellana.
“In ognuna – continua Romoli – abbiamo chiesto ai sindaci la possibilità di costituire una commissione tecnica per sviscerare problemi e predisporre future osservazioni da presentare, sotto l’aspetto tecnico, agroforestale, geologico e basate sui vincoli”.
Una volta costituiti i gruppi di lavoro, saranno predisposte le osservazioni. Ragioni per ribadire un no al deposito, già pronunciato a più riprese.
Giuseppe Ferlicca
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