|
|
Aprilia – Otto arresti, due aziende sequestrate e un bunker segreto scoperto in una villa. Questo il bilancio dell’operazione antimafia condotta dai carabinieri del reparto territoriale di Aprilia, in collaborazione con il centro operativo della direzione Investigativa Antimafia di Roma. Tra i principali destinatari del provvedimento restrittivo c’è Luca De Luca, 68enne originario di Nepi, considerato uno dei vertici dell’organizzazione.
L’indagine, sviluppata tra il 2021 e il 2024 sotto il coordinamento della direzione distrettuale antimafia della procura di Roma, rappresenta una naturale prosecuzione delle attività investigative che lo scorso luglio avevano già portato all’arresto di 25 persone nell’ambito dell’operazione “Assedio”. Proprio a seguito di quell’inchiesta, il comune di Aprilia era stato commissariato.
Le forze dell’ordine hanno individuato una struttura criminale ben organizzata, in grado di occultare i profitti illeciti attraverso prestanome e società fittizie operanti nel settore della ristorazione e della lavorazione di profilati plastici. Le aziende, situate tra Latina e Aprilia, sono state sequestrate e saranno ora gestite da un amministratore giudiziario.
Un bunker per la fuga e ordigni esplosivi
Particolarmente significativa la scoperta di un bunker con via di fuga, realizzato in una villa per permettere agli affiliati di nascondersi e sfuggire agli arresti. Inoltre, nel corso delle indagini, sono stati rinvenuti ordigni esplosivi collocati in una società di trasporti, ulteriore prova della pericolosità del gruppo.
I nomi degli arrestati
Oltre a Luca De Luca, tra i destinatari delle misure cautelari figurano Patrizio Forniti, ritenuto il capo dell’organizzazione e tuttora latitante, Marco Antolini, 56enne di Albano, Luigi Morra, 64enne di Aprilia, e Nabil Salami, 36enne di Cori. Antonio Morra, 37 anni, è stato anch’egli arrestato, mentre Giuseppe Carannante, 60 anni, di Anzio, e Andrea Sulthan Mohamed, 39enne di Aprilia, sono stati posti ai domiciliari.
Sono accusati, a vario titolo, di associazione a delinquere di stampo mafioso e concorso nei reati di estorsione, detenzione e porto abusivo di armi, intestazione fittizia di imprese.
L’operazione conferma la presenza di infiltrazioni mafiose nel territorio pontino e la capacità delle organizzazioni criminali di radicarsi nel tessuto economico locale. Le indagini proseguono per accertare eventuali ulteriori complicità e ramificazioni del clan.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
