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Ospizio degli orrori, concessi gli arresti domiciliari a uno dei tre operatori in carcere

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Latera – Ospizio degli orrori, concessi gli arresti domiciliari a uno dei tre oss in carcere. Si tratta del più giovane dei sei operatori sociosanitari indagati per maltrattamenti aggravati ai danni di 21 anziani ospiti della casa di riposo Villa Daniela di Latera, ovvero del 23enne Carmine Battiloro di Pitigliano.


Latera - Maltrattamenti in una casa di riposo

Latera – Maltrattamenti in una casa di riposo


Difeso dagli avvocati Ylenia Porciani e Giuseppe Bacci, Battiloro avrebbe ottenuto dai giudici del tribunale del riesame di Roma per motivi di salute un alleggerimento della misura di custodia cautelare disposta lo scorso 21 gennaio dal gip Savina Poli su richiesta del pm Flavio Serracchiani. È stato raggiunto dall’ordinanza presso la casa circondariale Nicandro Izzo di Viterbo dopo venti giorni di detenzione.

Tra le accuse che vengono mosse al 23enne, avere percosso ripetutamente una ultraottantenne solo perché, gridando “basta, basta”, si era opposta per vergogna a essere scoperta e denudata da lui in quanto uomo per fare la doccia. Sempre Battiloro, inoltre, avrebbe aggredito un’anziana con problemi di incontinenza, la quale si sarebbe sfogata con una delle operatrici che hanno sporto denuncia, dicendo “mi ha presa per il collo e mi ha detto ti ammazzo”, mostrando i segni delle sue mani sul suo corpo. Minaccia ripetuta poco dopo e da lei sentita mentre stava in un’altra stanza. 

Per ora restano invece dietro le sbarre gli altri due operatori. Sono la 52enne Marinela Ciasar di Marta, difesa dall’avvocato Ylenia Porciani, detenuta nel carcere femminile di Civitavecchia, e il 36enne Mirko Tosi di Tuscania, detenuto a Mammagialla, accusato anche di violenza sessuale e difeso dall’avvocato Giovanni Labate.

Secondo l’accusa potrebbero reiterare le condotte per cui sono finiti in carcere anche in contesti diversi dalla professione, essendo le loro condotte caratterizzate da una “allarmante spinta alla sopraffazione”, “violenza gratuita”, “accanimento”, e per l’operatore indagato anche per violenza su una ultraottantenne da “pulsioni sessuali”. 

Sono indagati  a piede libero il direttore della struttura Mariano Perugini nonché i tre oss sospesi dalla professione, in attesa dell’esito dell’esito dell’appello cautelare proposto dai rispettivi difensori. Sono stati interdetti dalla professione per un anno Tommaso Curio (59enne di Ischia di Castro) difeso da Piero Ceccarelli e Daniele Ronchini, e Eugenia Monelli (31enne di Acquapendente) difesa dall’avvocato Angelo Di Silvio; difeso da Di Silvio anche Domenico Renzetti (49enne di Onano), sospeso dal lavoro per sei mesi.

Silvana Cortignani


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”. 


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