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Latera – Ospizio lager, agli arresti domiciliari rafforzati col braccialetto elettronico Mirko Tosi, Marinela Ciasar e Carmine Battiloro.
Così hanno disposto i giudici del tribunale del riesame di Roma accogliendo le istanze di alleggerimento della misura di custodia cautelare in carcere per i tre operatori sociosanitari finiti dietro le sbarre lo scorso 21 gennaio.
Oggi, nel frattempo, il pubblico ministero Flavio Serracchiani affiderà l’incarico al al consulente informatico Andrea Mandarino che dovrà effettuare per la procura gli accertamenti tecnici su telefoni e eventuali altri dispositivi sequestrati agli indagati nell’ambito dell’inchiesta sui presunti maltrattamenti e violenza sessuale pluriaggravati ai danni di 21 anziani ospiti della casa di riposo Villa Daniela di Latera.
Ai domiciliari Mirko Tosi (36enne di Tuscania), Carmine Battiloro (23enne, di Pitigliano), e Marinela Ciasar (52enne di Marta): il primo difeso dall’avvocato Giovanni Labate, gli altri due dagli avvocati Ylenia Porciani e Giuseppe Bacci. Tosi è accusato anche di violenza sessuale.
Indagati a piede libero e in attesa di appello per la revoca della misura i tre oss interdetti dalla professione: per un anno Tommaso Curio (59enne di Ischia di Castro) difeso da Piero Ceccarelli e Daniele Ronchini, e Eugenia Monelli (31enne di Acquapendente) difesa dall’avvocato Angelo Di Silvio; difeso da Di Silvio anche Domenico Renzetti (49enne di Onano), sospeso dal lavoro per sei mesi.
Indagato a piede libero, senza alcuna misura cautelare, il direttore della struttura Mariano Perugini, assistito dall’avvocato Enrico Valentini.
Silvana Cortignani
– Ospizio degli orrori, scarcerati tutti e tre gli operatori sociosanitari
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

