A sinistra Alessandro Tombolini
Civita Castellana – C’è chi li chiama carristi e chi costruttori di macchine allegoriche. Una cosa è certa: dietro ai carri del carnevale civitonico si nascondono degli artisti a tutto tondo, capaci di adattarsi al trascorrere del tempo.
Civita Castellana – La realizzazione di un carro di carnevale
Racconta alcuni segreti Alessandro Tombolini del gruppo Gazibo.
Quando è nato il vostro gruppo?
“Il nostro Gruppo Gazibo è nato nel 2001, anche se la prima partecipazione al Carnevale Civitonico è stata nel 2002”.
Cosa si nasconde dietro la realizzazione di un carro? Quanto impegno serve?
“Per la realizzazione di un carro occorre partire dall’idea, cioè il tema. Dopo valutazioni relative alla fattibilità, ai costi e ai tempi si inizia con la predisposizione di un mini progetto per la struttura che verrà poi realizzata. Oltre ai ‘Pucci’ in carta pesta, acquistati e riadattati al tema o creati, c’è un grande lavoro a livello elettrico per movimenti delle figure, luci con l’ausilio di un gruppo elettrogeno, nonché a livello di audio, secondo limitazioni e normative specifiche.
Civita Castellana – La realizzazione di un carro di carnevale
Infatti è fondamentale attenersi alle disposizioni e prescrizioni dettate, oltre ad adempiere all’ordinaria burocrazia legata a permessi di vario tipo, autorizzazioni, iscrizioni. Tutto questo prevede mesi di lavoro, fino agli ultimi ritocchi dei giorni antecedenti alla prima sfilata. Accanto alla struttura c’è anche tutto quello che concerne i costumi, i bozzetti e i modelli, studiati dettagliatamente in base al tema.
Civita Castellana – La realizzazione di un carro di carnevale
Fantasia, tecnica e tanta fatica. Cosa vedremo sfilare quest’anno?
“Quest’anno il Gruppo Gazibo presenta le famose M&M’s, i famosi confetti colorati ripieni di cioccolato nati intorno agli anni 40. Ci sarà una vera esplosione di colori”.
Il vostro successo più grande? E il momento peggiore?
“Il nostro successo più grande è stato quando abbiamo partecipato col tema ‘I birmani’ vincendo facilmente la competizione. Il più buio? L’anno del tema ‘I ghostbuster’, ma è stato stimolante per riformare il gruppo e ripartire più carichi di prima”.
Giusi De Novara



