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Strangolò il compagno di cella, perizia psichiatrica in carcere per l’omicida 22enne

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Viterbo - Il carcere di Mammagialla - Nel riquadro: Alessandro Salvaggio

Viterbo – Il carcere di Mammagialla – Nel riquadro: Alessandro Salvaggio

Omicidio Salvaggio - L'avvocato della famiglia, Giacomo Luca Pillitteri

L’avvocato della famiglia, Giacomo Luca Pillitteri

Giacomo Marganella

Il difensore Giacomo Marganella

Viterbo – Strangolò il compagno di cella in carcere, perizia psichiatrica in carcere per il 22enne che uccise un 49enne.

Alla perizia psichiatrica disposta dal tribunale hanno preso parte anche il consulente della difesa e un consulente nominato degli otto familiari della vittima che si sono costituiti parte civile al processo con gli avvocati Giacomo Luca Pillitteri e Zaira Baldi del foro di Enna.

Come da programma, mercoledì il professor Stefano Ferracuti della Sapienza di Roma – nominato dal gup Savina Poli su istanza del difensore Giacomo Marganella del foro di Pescara, che ha chiesto l’abbreviato condizionato alla perizia – si è recato presso la casa circondariale di Terni, dove nel frattempo è stato trasferito con l’accusa di omicidio volontario Iliyanov Krasimir Tsvetkov, il 22enne di origini bulgare che verso le 22 di sera di martedì 19 dicembre 2023 ha strangolato il 49enne siciliano Alessandro Salvaggio al Nicandro Izzo di Viterbo.

Il 22enne, qualche giorno prima del delitto, avrebbe preso a calci armadietti e porte senza apparente motivo. Scopo della perizia è stabilire se fosse capace di intendere e di volere al momento dei fatti, la capacità di stare in giudizio e se sia socialmente pericoloso, per decidere se e come il processo debba andare avanti.

Con il professor Stefano Ferracuti hanno preso parte all’accertamento il medico pescarese Giustino Cerritelli per la difesa e il dottor Bruno Salvatore di Enna per i familiari, in collegamento video con la struttura penitenziaria del capoluogo umbro.

Il perito del tribunale dovrà depositare le sue conclusioni entro la prossima udienza, già fissata per aprile.

“Mio marito è stato strangolato in cella da un detenuto squilibrato che nessuno ha monitorato”, disse la vedova Lucietta Carnazzo, la quale ha sporto querela per la tragica morte del marito. “Nessuno lo ha spostato in una cella di isolamento o lo ha monitorato”, ha sottolineato l’avvocato Pillitteri. 

Come detto, sono otto i familiari del 49enne che si sono costituiti parte civile al processo. Oltre alla vedova Lucietta Carnazzo e ai due figli di 24 e 25 anni, anche il padre e i quattro fratelli e sorelle di Salvaggio. 

Silvana Cortignani


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva.


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