San Pellegrino strozzato dai fili
Viterbo – Un chilometro e mezzo di cavi, quelli sospesi di luce, telefono e quant’altro. Solo a San Pellegrino, cuore del turismo nella città dei papi e antico quartiere medievale tra i più importanti d’Europa. L’anno del Giubileo. Un biglietto da visita, per pellegrini e cittadini, tutt’altro che positivo.
Viterbo – San Pellegrino strozzato dai fili
Viterbo città dei cavi. Non solo le transenne, anch’esse nel centro storico. Un chilometro e mezzo di fili, in una strada, via San Pellegrino, che di metri ne conta circa 300. Quasi cinque volte tanto. Senza considerare, poi, le vie ai lati.
Viterbo – San Pellegrino strozzato dai fili
Una battaglia, quella per toglierli oppure ridimensionarli, che Tusciaweb intraprese qualche anno fa. Tante promesse, ma nulla di fatto. Nemmeno ora, con la giunta della sindaca Chiara Frontini. Un quartiere strangolato.
Viterbo – San Pellegrino strozzato dai fili
Cavi che si intrecciano, vere e proprie matasse, cavi che pendono, scatole inchiodate ai muri, muri che hanno fatto la storia della città. Cavi che delineano i profili di archi, come a palazzo degli Alessandri, case e portoni.
Viterbo – San Pellegrino strozzato dai fili
Basta alzare la testa e il fascino di ciò che si osserva rischia di finire, perdersi. A vista d’occhio. La situazione peggiore? Proprio in piazza San Pellegrino, uno dei simboli di Viterbo, e in via San Gemini, lì a due passi. Una vera e propria agghiacciante cornice di cavi. Tutt’attorno.
Daniele Camilli



















