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Agguato al manager mascherato da elettricista, il “bastonatore” al riesame contro il carcere

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Vetralla – (sil.co.) – Tentato omicidio su commissione, oltre alla consulenza medico-legale per capire la forza con la quale Giancarlo Santagati gli ha inferto venti bastonate alla testa, è stato disposto anche anche un ulteriore sopralluogo in via delle Carrozze per ricostruire la dinamica del pestaggio subìto da Vittorio Rapisarda. 


La vittima - Il manager Federico Vittorio Rapisarda

La vittima – Il manager Federico Vittorio Rapisarda


Ricorre nel frattempo al riesame la difesa del vetrallese indagato per tentato omicidio premeditato e rapina in concorso col sospetto mandante, Daniele Moretti, il funzionario Mit anche lui del piccolo centro sulla Cassia, in provincia di Viterbo.

“Cado dalle nuvole”, avrebbe riferito all’edizione romana del Corriere della sera il presunto mandante, il funzionario del Mit e collaboratore della vittima, Daniele Moretti, tramite il difensore Federico Scognamiglio. Rapisarda è stato pestato selvaggiamente da Santagati lo scorso 4 ottobre nell’androne del suo palazzo vicino a piazza di Spagna.

Il collegamento con l’autore della feroce aggressione: Santagati sarebbe il giardiniere-tuttofare di Moretti nella sua villa di Vetralla, cui avrebbe anche provveduto ad accudirne i cani in sua assenza.

Il 55enne, tradito anche dai molteplici sopralluoghi effettuati nei giorni precedenti sulla scena del crimine, è stato incastrato dalle riprese di una quarantina di telecamere che lo hanno filmato mentre si allontanava a piedi, togliendosi la mascherina una volta giunto sul lungotevere. Vestito con una camicia a scacchi e un giubbino dell’Enel, “mascherato” da elettricista, come riferito dalla parte offesa, che si è fatta due mesi di’ ospedale,

Dalle indagini risulterebbero decine di chiamate, almeno quaranta, nei giorni che hanno preceduto il pestaggio ricevute da Moretti da un telefono cellulare intestato alla compagna di Santagati, in concomitanza con gli appostamenti e il ferimento del manager. 

“Siamo pronti a ricorrere al riesame contro la misura di custodia cautelare in carcere, oggi il deposito dell’istanza”, conferma invece l’avvocato Paolo Delle Monache, che assiste il 55enne di Vetralla, che martedì si è avvalso della facoltà di non rispondere alle domande del gip capitolino, durante l’interrogatorio di garanzia in collegamento video col carcere Nicandro Izzo di Viterbo, dove è detenuto dal 7 marzo. 

Pronti al riesame, ma anche a nominare un proprio consulente di parte, in vista degli accertamenti che il pm Alessandra D’Amore affiderà venerdì al suo consulente di fiducia, il dottor Gerardo Di Masi. 


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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