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Compra un’auto usata online, ma cade nella truffa del vaglia postale e perde 1500 euro

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Viterbo – (sil.co.) – Vittima di una truffa online un immigrato senegalese cinquantenne in Italia da anni. Si è fatto convincere a fare un vaglia postale di 1500 euro come garanzia per un’auto usata, col dire che se avesse coperto codice e parola chiave non sarebbe stato possibile riscuoterlo. Invece sì.


Tribunale di Viterbo - Un'aula

Tribunale di Viterbo – Un’aula


Sul solito sito internet campione di compravendite veloci, credeva di avere trovato l’auto usata che stava cercando. “Una Golf  a 1500 euro, che mi è sembrata un affare interessante”, ha spiegato mercoledì la parte offesa, in ottimo italiano, al giudice Jacopo Rocchi, davanti al quale è imputato il presunto truffatore, individuato dagli investigatori grazie alla sua querela.  

“Ci siamo prima parlati per messaggio su Whatsapp – ha proseguito, sottolineando – poi sono stato contattato da un numero internazionale, perché, mi ha spiegato la persona, si trovava all’estero, ma se avessimo concluso, la macchina me l’avrebbe consegnata il giorno stesso l’autista cui l’aveva affidata”. 

“Prima della consegna, però, avrei dovuto mandargli su Whatsapp la copia di un vaglia postale da mille euro con le generalità del beneficiario, come prova del pagamento, dicendomi, a mia garanzia, di coprire codice e parola chiave in modo che non potesse essere incassato. E io così ho fatto. Poi mi ha chiesto di fare anticipatamente anche l’altro vaglia postale, da 500 euro, con le stesse modalità, in modo che l’auto fosse sicuramente stata tutta pagata alla consegna”, ha detto ancora il cinquantenne.

“Quando non si è visto nessuno a fare la consegna ma ho scoperto che entrambi i vaglia erano stati incassati, ho contattato entrambi i numeri che avevo per chiedere spiegazioni, senza avere alcuna risposta, quindi sono andato a sporgere denuncia”, ha concluso il senegalese che, pur non essendosi costituito parte civile, chiede la punizione di chi lo ha ingannato, rubandogli 1500 euro. 

Sentenza il prossimo mese di gennaio. 


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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