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Corsi di formazione finanziati dal Pnrr ma mai svolti, azienda viterbese nei guai

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Guardia di finanza

Guardia di finanza

Viterbo – Corsi di formazione finanziati dal Pnrr ma mai svolti, azienda viterbese nei guai. I controlli della guardia di finanza: accumulati oltre 100mila euro di crediti di imposta. 

“Nell’ambito delle attività investigative orientate alla tutela del bilancio dello stato e dell’Unione europea, le fiamme gialle del nucleo di polizia economico finanziaria di Viterbo hanno accertato che un’impresa locale ha documentato la realizzazione di corsi di formazione in favore del personale dipendente, volti all’acquisizione delle tecnologie abilitanti previste dal Piano nazionale industria 4.0 e finanziati con fondi del Pnrr, di fatto mai svolti – spiegano le fiamme gialle.

Dai controlli effettuati, è emerso che la società aveva aderito al piano che prevede misure per far acquisire alle imprese competitività grazie alla digitalizzazione dei processi di lavoro e alla valorizzazione dei lavoratori tramite la formazione di competenze adeguate, utilizzando, negli anni 2019, 2020 e 2022, crediti d’imposta per oltre 100.000,00 euro, a fronte di investimenti in attività formativa di fatto mai realizzati, utilizzati in compensazione per il pagamento di imposte dovute.

In particolare, dagli approfondimenti complessivamente svolti, è emerso che, di fatto, i lavoratori non avrebbero mai frequentato alcuna attività formativa.

Poiché le spese per l’organizzazione di detti corsi sono stati sostenuti dallo stato, che riconosce alle imprese che li abbiano svolti un credito fiscale nella misura del 50% del costo della formazione, i crediti d’imposta constatati come inesistenti sono stati segnalati all’ufficio finanziario competente all’accertamento per il recupero dei relativi importi e l’applicazione della sanzione amministrativa dal 100% al 200% del credito utilizzato in compensazione” spiegano dal comando provinciale.

Tale attività di servizio testimonia “il ruolo centrale della guardia di finanza nel contrasto all’evasione fiscale in tutte le sue declinazioni, con particolare riferimento alle indebite compensazioni, finalizzato a garantire la corretta destinazione delle ingenti risorse pubbliche stanziate a sostegno delle imprese e delle famiglie” concludono.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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