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Viterbo – (sil.co.) – Segregata in casa e costretta a fare sesso, se voleva i soldi per la spesa.
Vittima di un matrimonio combinato una 25enne marocchina, sposata con un connazionale 33enne nato nella Tuscia e venuta a vivere in un centro del comprensorio del lago di Bolsena nel 2018.
Lui l’avrebbe costretta ad avere rapporti se voleva i soldi per andare a fare la spesa, le avrebbe inoltre impedito di frequentare corsi per imparare la lingua italiana, picchiandola e privandola dei documenti e delle chiavi di casa.
Denunciato dalla donna a luglio 2023, è finito a processo davanti al collegio per violenza sessuale, maltrattamenti e lesioni. Il 33enne è difeso dall’avvocato Angelo Di Silvio.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
