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Dirigente massacrato a bastonate, al vaglio le lesioni riportate alla testa dalla vittima

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Vetralla – Potrebbe esserci una mancata “promozione” dietro il feroce pestaggio del dirigente del ministero delle infrastrutture Federico Vittorio Rapisarda, aggredito con venti bastonate nell’androne del suo palazzo nei pressi di piazza di Spagna dal pregiudicato 55enne di Vetralla arrestato la mattina del 7 marzo dai carabinieri per tentato omicidio aggravato dalla premeditazione e rapina.


La vittima - Il manager Federico Vittorio Rapisarda

La vittima – Il manager Federico Vittorio Rapisarda


L’uomo, nato a Gela in provincia di Caltanissetta, anche se da anni vive nella Tuscia, difeso dall’avvocato Paolo Delle Monache, in videocollegamento dal carcere di Viterbo, ieri si è avvalso della facoltà di non rispondere all’interrogatorio di garanzia davanti al gip Valeria Tomassini del tribunale d Roma.

Al momento, quindi, Giancarlo Santagati non ha rivelato né il movente, né se il mandante sia stato Daniele Moretti,  il “collaboratore” 64enne di Rapisarda, per il quale  avrebbe svolto lavori di giardinaggio nella sua casa di Vetralla, con cui è  indagato in concorso per gli stessi reati, col quale avrebbe avuto contatti telefonici, su un numero “segreto”, dopo i sopralluoghi e anche dopo l’agguato dello scorso 4 ottobre.

La pm Alessandra D’Amore, nel frattempo, ha disposto di procedere ad accertamento tecnico irripetibile avente ad oggetto l’entità delle lesioni cagionate a Rapisarda, l’esatta porzione del cranio attinto, lo strumento utilizzato e la forza impressa nel colpire la vittima, nominando come consulente tecnico il dottor Gerardo Di Masi, cui l’incarico sarà conferito venerdì 14 marzo. 

Di Moretti, indagato a piede libero e difeso dall’avvocato Federico Scognamiglio, si sa che è nato a Roma il 12 agosto 1961 e che ha fatto parte della segreteria tecnica del provveditore Rapisarda, ricoverato per due mesi in ospedale a causa delle gravissime lesioni riportate. In possesso del diploma di geometra, dal 1987 è dipendente a tempo indeterminato dell’ex ministero dei lavori pubblici, col ruolo di funzionario tecnico, abilitato alla progettazione della sicurezza nei cantieri.

Dal 2016 ha svolto compiti relativi alla gestione del servizio informatico per la compilazione degli elenchi degli operatori economici da invitare per gli affidamenti dei lavori, per l’individuazione degli operatori per gli interventi di somma urgenza, per l’individuazione degli operatori economici per gli affidamenti diretti dei lavori sotto soglia, collaboratore diretto con l’ufficio gare e contratti del provveditorato, per la redazione di alcuni bandi di gara, come componente delle commissioni di gara e con l’incarico di sostituto ufficiale rogante.

Silvana Cortignani


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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