Vasanello – (sil.co,) – Gli trovano in casa il fucile del nonno, arma confiscata e condannato a un anno di reclusione.
Carabinieri
Imputato un uomo di Vasanello cui i carabinieri, intervenuti a giugno del 2023 per un controllo sulle armi in seguito a una denuncia per minacce, hanno sequestrato una doppietta a due canne austriaca risalente agli anni ’20-’30 del secolo scorso, che sarebbe stata regalata dal nonno al padre dell’imputato, il quale l’avrebbe a sua volta ereditata alla morte del genitore.
Un’arma mai denunciata, quindi clandestina, trovata in casa assieme ai fucili da caccia regolarmente detenuti e custoditi come prevede la legge all’interno di un armadietto chiuso.
“Si tratta di un’arma non funzionante, mai usata”, si è difeso l’imputato, sostenuto dalla testimonianza dei due figli. Non secondo i carabinieri che hanno condotto l’operazione per i quali la canna era libera, non piombata, e a parte i segni del tempo la doppietta, di vecchia fabbricazione, appariva in ottimo stato e quindi presumibilmente funzionante.
L’accusa aveva chiesto un anno di reclusione e 100 euro di multa. Il giudice Jacopo Rocchi ha condannato l’imputato a un anno di reclusione e 1200 euro di multa, con sospensione della pena e non menzione, ma disponendo anche la confisca dell’arma storica a favore dello stato.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
