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Viterbo – (sil.co.) – Schianto mortale al chilometro 71,200 della superstrada in pieno lockdown. Erano le sette di mattina del 26 marzo 2020.
Vittima un corriere 38enne, Fabio Friberti, originario di Capalbio, ma residente con la compagna e la figlia a Civitavecchia. Imputato di omicidio stradale un militare, difeso dall’avvocato Paolo Pirani.
Il 38enne era sceso dal suo mezzo in panne, essendo rimasto a secco, quando è stato centrato in pieno dalla vettura che lo seguiva, il cui conducente, un sottufficiale che andava al lavoro, è finito a processo davanti al giudice Jacopo Rocchi per omicidio stradale. Ieri in aula è stata ricostruita la dinamica del sinistro.
Erano passate da poco le sette di mattina del 26 marzo 2020. “Il mezzo era al centro della corsia di marcia, in direzione Viterbo, tanto che io pensavo non che fosse fermo ma solo che stesse andando piano, fino a quando l’auto che mi precedeva non ha sterzato bruscamente a sinistra per evitare l’impatto, dopo di che ho visto volare in aria pacchi e quelli che mi parevano essere dei vestiti. Invece era una persona”, ha spiegato ieri in aula la poliziotta che si stava recando al lavoro alla guida della terza auto.
A terra il 38enne, ancora vivo al momento dei soccorsi, portato d’urgenza in eliambulanza al Gemelli di Roma dove è stato dichiarato clinicamente morto tre giorni dopo, alle 8 di mattina del 30 marzo.
Sul posto per i rilievi la stradale, che ha condotto le successive indagini, coordinate dal pm Stefano D’Arma, sfociate nell’incriminazione dell’uomo che era alla guida della macchina di mezzo.
I funerali di Fabio Friberti si sono tenuti il 2 aprile a Capalbio, in una chiesa vuota per via dell’emergenza Covid, dopo che la famiglia aveva autorizzato l’espianto degli organi. Il 38enne era infatti un donatore: tutti i suoi organi sono stati espiantati per andare a salvare altre vite umane. Un gesto di estrema generosità. L’annuncio della sua morte era stato dato da don Marcello Serio, parroco di Borgo Carige, che il giorno della sua morte clinica aveva celebrato in chiesa una messa “in die obitus”.
Prossima udienza in autunno, prima di Natale la sentenza.
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

