Roma – (dan.ca.) – 59 aziende vitivinicole e un padiglione di oltre 2 mila e 400 metri quadrati, la regione Lazio sbarca al Vinitaly, in programma a Verona dal 6 al 9 aprile. Ieri la presentazione al tempio di Vibia Sabina e Adriano a Roma.
Situato all’ingresso Cangrande, il padiglione del Lazio, con un ampliamento del 20% rispetto all’edizione precedente, è articolato su due livelli. Il piano inferiore ospiterà la lounge istituzionale, gli stand delle aziende partecipanti e dei partner. Il piano superiore vede a sua volta l’area stampa, due sale per le masterclass e un’area ristorazione.
Verona – Vinitaly (foto di repertorio)
“Una viticoltura con prospettive di crescita importanti – spiega una nota della regione Lazio – che nel corso del tempo ha saputo focalizzarsi su un modello di qualità, scommettendo sulla riscoperta degli autoctoni, senza trascurare la valorizzazione dei grandi vitigni internazionali. È il quadro del Lazio del vino, che si presenta a Vinitaly 2025 con numeri che evidenziano la crescita dell’intero comparto. Il vigneto Lazio vanta 3 Docg, 27 Doc, 6 Igt e 37 vitigni autoctoni, un patrimonio nel quale si riversa l’attività di una filiera che conta 18 mila ettari di superficie vitata, oltre 400 cantine attive e una produzione nella vendemmia 2024 di 730 mila ettolitri di vino (+ 64% rispetto al 2023), con una forte prevalenza di bianchi (74% del prodotto) sui rossi (26%). Il 15% del vigneto Lazio è biologico (+32% rispetto al 2016). Quella del vino laziale è una filiera strategica per l’agricoltura, ma anche per l’intera economia regionale, capace di generare oltre 230 milioni all’anno di valore di produzione, 66 dei quali dalle sole denominazioni Do/If e un export di vino Made in Lazio pari a 82 milioni di euro (in crescita del 71% rispetto al 2014)”.
Il Lazio propone a Vinitaly 2025 un calendario di attività caratterizzato da un percorso enologico esclusivo, curato dalla Fondazione italiana sommelier (Fis), composto da otto masterclass blind tasting, dove saranno rappresentate tutte le aziende presenti nella collettiva; tre masterclass dedicate ai tre consorzi partecipanti, vale a dire Roma Doc, Cesanese del Piglio Docg e Frascati; una masterclass curata da Gambero Rosso e dedicata ai vini Tre bicchieri della regione inclusi nella collettiva; un’area ristorante stellata, curata dallo chef Marco Bottega che prenderà vita durante la fiera.
Ad aprire il percorso gastronomico, nel primo giorno dell’evento, sarà Doriano Percibialli, giovane chef dei Castelli Romani con la sua personale interpretazione del territorio. L’esperienza sarà arricchita dagli abbinamenti cibo-vino proposti dalla Fis, con l’intento di creare un viaggio sensoriale d’eccellenza. Gambero Rosso, entrato quest’anno tra le partnership del Lazio a Vinitaly, valorizzerà le ricette degli chef e gli abbinamenti con contenuti social ad hoc.
Il programma del Lazio a Vinitaly 2025 è poi arricchito da incontri tecnici B2B tra buyer e produttori, realizzati in collaborazione con Veronafiere. Queste sessioni offriranno alle imprese della filiera un’occasione per instaurare relazioni commerciali, condividere know-how e favorire lo sviluppo di partnership e collaborazioni nel settore.
Tra le attività di networking previste per questa edizione, figura anche il Pinsa party, un evento dinamico che animerà il padiglione, la sera del 6 aprile, tra stand aperti, vini del Lazio e la vera Pinsa Roma.
