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Mafia turca, patteggia 4 anni e sette mesi per armi e droga 27enne arrestato a Vetralla

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Viterbo – Criminalità organizzata e terrorismo internazionale, il 32enne viterbese Giorgio Meschini dovrà aspettare il mese prossimo per il rito abbreviato mentre un altro dei presunti sodali di Baris Boyun ha patteggiato una condanna a 4 anni e 7 mesi di reclusione concordata col pm Bruna Albertini e accolta dal gip Roberto Crepaldi. È ripreso così, ieri, il processo in corso nell’aula bunker del tribunale di Milano ai presunti complici del boss di mafia turca. Che resterà nel capoluogo lombardo dopo il rigetto dell’eccezione di competenza territoriale.


Mafia turca - A Viterbo la cattura del boss Baris Boyun

Mafia turca – A Viterbo la cattura del boss Baris Boyun


Meschini, in carcere dallo scorso 22 maggio, quando fu l’unico italiano ad essere arrestato nel blitz in cui è finito in manette il boss di mafia turca Boris Boyun, sarà processato ad aprile col rito abbreviato assieme ad altri 11 presunti sodali del 41enne di etnia curda di cui fa anni ormai la Turchia aspetta l’estradizione dall’Italia, dove nel frattempo avrebbe dato vita a una cellula composta da connazionali venuti apposta nel nostro paese, con il “contributo” anche di un cittadino albanese.

Dei tredici imputati che hanno chiesto il ricorso a un rito alternativo, ieri è stata stralciata soltanto una posizione, l’unica per cui è stata accolta la richiesta di patteggiamento del difensore Samuele De Santis del foro di Viterbo. Si tratta di Artiol Shabani, 27 anni, per l’appunto il presunto sodale di Boyun proveniente dall’Albania, senza fissa dimora in Italia, arrestato in flagranza di reato per armi e droga, poco dopo l’una del 22 maggio 2024 a Vetralla, assieme a un turco di 23 anni. 

Shabani è stato condannato a 4 anni e 7 mesi di reclusione, con lo sconto di un terzo della pena previsto dal rito, per associazione per delinquere finalizzata alla detenzione e porto abusivo di armi anche clandestine e traffico di stupefacenti. In particolare era accusato di avere portato illegalmente a bordo di una Jeep Cherokee con targa svizzera una pistola calibro 9,19, tre caricatori e altri dieci proiettili, oltre a 24,5 grammi di cocaina confezionata in dosi pronte allo spaccio. Arma, munizioni e droga sono state sequestrate il 22 maggio dell’anno scorso nel corso dell’arresto a Vetralla.

Il processo agli imputati che hanno chiesto riti alternativi riprenderà fra qualche settimana con la requisitoria del pubblico ministero, che chiederà le sue pene per i 12 imputati la cui posizione resta dunque da definire, tra i quali il giovane viterbese. 

Silvana Cortignani


Milano - L'aula bunker

Milano – L’aula bunker


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”


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