Vetralla – Spunta un altro indagato per tentato omicidio aggravato dalla premeditazione e rapina in concorso col pregiudicato 55enne arrestato venerdì mattina. Si tratta di un professionista sessantenne che vivrebbe anche lui a Vetralla, collaboratore della vittima. Al centro la sempre meno misteriosa aggressione del dirigente del Mit picchiato lo scorso 4 ottobre a Roma nei pressi di piazza di Spagna da Giancarlo Santagati.
La vittima – Il manager Federico Vittorio Rapisarda
Oggi l’interrogatorio. Santagati è il pregiudicato 55enne originario di Gela in provincia di Caltanissetta ma da anni nel Viterbese, arrestato dopo cinque mesi dai carabinieri a Cura di Vetralla, dove vive con la famiglia, sulla strada per Sant’Angelo, la mattina del 7 marzo. Quest’ultimo, difeso dall’avvocato Paolo Delle Monache, comparirà oggi per l’interrogatorio di garanzia davanti al gip Valeria Tomassini del tribunale di Roma in videocollegamento dal carcere Nicandro Izzo di Viterbo.
Il “collaboratore”. Nel mirino della pm Alessandra D’Amore è finito per gli stessi reati un professionista di 64anni, D.M., assistito dall’avvocato Federico Scognamiglio del foro di Roma. L’indagato viene indicato come “collaboratore” della vittima, il manager pubblico Federico Vittorio Rapisarda, 68 anni, provveditore interregionale per le opere pubbliche di Lazio, Abruzzo e Sardegna, dirigente del ministero delle infrastrutture e molto vicino al ministro e vicepremier Matteo Salvini.
Girandola di contatti. Al collaboratore di Rapisarda i carabinieri sarebbero risaliti attraverso un telefono “segreto” di Santagati che, oltre a usarlo per interloquire con parenti e amici, lo avrebbe utilizzato per mettersi in contatto col 64enne, dopo i sopralluoghi e dopo l’agguato. L’utenza “ufficiale” del 55enne, invece, sarebbe rimasta a Vetralla.
Carabinieri
Giallo sul movente. Il dirigente avrebbe pensato inizialmente che dietro il pestaggio potesse esserci una querelle condominiale, relativa all’apertura di un B&b. Ma ben presto il giallo si è infittito quando si è scoperto che Santagati, ripreso da una cinquantina di telecamere lungo il percorso, con e senza mascherina, prima di colpire aveva effettuato almeno 3-4 sopralluoghi, il giorno prima e nelle settimane precedenti.
Vestito da elettricista. Incastrato dalla banca dati dei riconoscimenti facciali, con un match del 63%, è stato tradito anche dagli abiti indossati il 4 ottobre, quando si è presentato alla vittima vestito da elettricista, con una camicia a scacchi e un giubbotto dell’Enel.
La premeditazione. Un delitto frutto di pianificazione per gli inquirenti, che mettono nero su bianco “tentato omicidio su commissione di un terzo”.
Vittima in ospedale per due mesi. Rapisarda, vittima dell’agguato nell’androne del suo palazzo di via delle Carrozze, come è noto è stato colpito da Santagati con venti bastonare a causa delle quali è giunto in fin di vita in ospedale dove è rimasto ricoverato per due mesi.
Manager sotto protezione. Il 55enne, inoltre, prima di darsi alla fuga a piedi per le vie del centro si Roma, gli ha strappato dalle spalle un borsone, all’interno del quale per ci sarebbero stati solo indumenti da palestra e nessun documento, a detta dello stesso Rapisarda che, posto nel frattempo sotto protezione, starebbe collaborando attivamente con gli inquirenti.
Silvana Cortignani
Articoli: Prese a bastonate manager in piazza di Spagna, Santagati per l’accusa voleva uccidere – Prende a bastonate dirigente del ministero delle Infrastrutture, arrestato 55enne di Vetralla
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

