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Omicidio Bramucci, giudizio immediato per il terzo componente del gruppo di fuoco

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Soriano nel Cimino – Omicidio Bramucci, giudizio immediato per il terzo componente del gruppo di fuoco. Lo ha chiesto il pm Massimiliano Siddi per Ismail Memeti, il pregiudicato d’origine macedone in carcere da quattro mesi. Il 56enne, da sempre irregolare sul territorio nazionale, sarà processato in solitaria alla corte d’assise del tribunale di Viterbo, che lo scorso 20 gennaio ha condannato gli altri sei imputati – tre familiari tra cui la moglie e tre pregiudicati tra cui due sicari – a pene da 18 a 28 anni.


Omicidio Bramucci - Nel riquadro, da sinistra in alto: Elisabetta Bacchio, Sabrina Bacchio, Alessio Pizzuti, Dan Constantin Pomirleanu, Lucio La Pietra e Antonio Bacci

Omicidio Bramucci – Nel riquadro, da sinistra in alto: Elisabetta Bacchio, Sabrina Bacchio, Alessio Pizzuti, Dan Constantin Pomirleanu, Lucio La Pietra e Antonio Bacci


Settimo arresto a Ognissanti. Salvatore Bramucci è il pregiudicato 58enne di Soriano nel Cimino, ai domiciliari per estorsione e usura. ucciso a colpi di pistola la mattina del 7 agosto 2022. L’ultimo imputato, secondo la procura il terzo componente del commando armato, è stato condotto al Nicandro Izzo lo scorso primo novembre, prelevato dai carabinieri del comando provinciale, che hanno eseguito la misura della custodia cautelare in carcere, confermata dalla cassazione al termine di un lungo tira e molla giudiziario, dopo che il pm Massimiliano Siddi si era visto rigettare la richiesta dal gip, l’accoglimento della stessa da parte del riesame di Roma, il rigetto da parte della cassazione del ricorso della difesa. 

Ingaggiato per 5mila euro. Memeti, indicato dai complici nelle intercettazioni come “quello di Albano”, forse per le origini “albanesi”, detto anche Flavio o Tarzan, su richiesta del presunto capo-sicario Tonino Bacci sarebbe stato ospitato a casa da un 48enne di Ponte di Nona dai giorni precedenti il delitto fino al successivo mese di ottobre. Sotto l’abitazione sarebbe stata vista parcheggiata la Giulietta grigia del convoglio-killer. Bacci gli avrebbe promesso 5mila euro.

Alla guida della Giulietta rubata. Secondo l’accusa, Memeti sarebbe stato alla guida della Giulietta grigia rubata nel giugno 2022 a un pregiudicato di Ronciglione, “scortata” dalla Smart bianca a noleggio con a bordo i sicari Antonio Bacci e Lucio La Pietra che, in caso di posti di blocco lungo il percorso, avrebbero fatto in modo di farsi fermare loro con la macchina “pulita”, consentendo al conducente della vettura “sporca” di proseguire indenne il viaggio.

Auto abbandonata dopo l’agguato. Una volta giunti a Soriano, la Smart a noleggio, in base ai dati del Gps incluso, sarebbe stata nascosta tra la vegetazione nella zona industriale di Sanguetta, mentre i killer si sarebbero recati sulla scena del crimine, distante circa tre chilometri e mezzo, con la Giulietta grigia rubata, ammazzando Bramucci a colpi di pistola, per poi tornare a prendere la Smart e ripartire per Roma, abbandonando la Giulietta incidentata strada facendo, presso un’area di servizio.

Le cene dei veleni. Di Memeti si è parlato all’udienza dello scorso 15 luglio, relativamente alle famose “cene dei veleni”, ovvero  le quattro cene durante le quali la ex 31enne di Pizzuti, su sua richiesta, avrebbe registrato con lo smartphone le conversazioni avute con i commensali invitati a casa loro, tra i quali l’ospite 48enne, inizialmente indagato per cui è stata  poi chiesta l’archiviazione. 

Al capo sicario 40mila euro. Il 48enne, che avrebbe ospitato in casa su richiesta di Bacci il macedone Ismail Memeti detto Flavio o Tarzan, avrebbe saputo che Bacci aveva commesso l’omicidio per cui era stato pagato 40mila euro.Tarzan avrebbe alloggiato e mangiato gratis a casa sua anche dopo l’arresto di Bacci del 13 settembre 2022. Due mesi in totale, fino a ottobre. Bacci il 4 agosto, giorno dell’ultimo sopralluogo, avrebbe chiesto al 48enne alloggio per Memeti, che avrebbe rubato a un pregiudicato di Ronciglione e guidato la Giulietta grigia usata dal gruppo di fuoco il 7 agosto per l’agguato a Bramucci. 

“Tarzan era un tomba”. Il 48enne, sentito la scorsa estate in tribunale come testimone, avrebbe saputo che Bacci doveva a Memeti un compenso di 5mila euro e detto ai carabinieri di avere visto, una sola volta, la Giulietta parcheggiata sotto casa sua, ma prima di dare ospitalità al macedone. Durante le cene dei veleni si è lamentato che “Tarzan era una tomba”, perché avrebbe “evitato domande su chi fosse”.

Silvana Cortignani


Omicidio Bramucci - La vittima coi suoi cani

Omicidio Bramucci – La vittima coi suoi cani


Sei condannati per omicidio premeditato in concorso:

Elisabetta Bacchio, 24 anni di carcere: nata nel 1977, detenuta a Civitavecchia dal 26 settembre 2023, difesa dagli avvocati Maurizio Filiacci e Walter Pella
Sabrina Bacchio, 24 anni di carcere: nata nel 1974, detenuta a Rebibbia nuovo complesso dal 22 ottobre 2022, difesa dall’avvocato Paolo Delle Monache
Dan Costantin Pomirleanu,, 20 anni di carcere: nato nel 1990, detenuto a Regina Coeli dal 4 gennaio 2024, difeso dagli avvocati Giorgia Ciucci e Stefano Maranella
Antonio Bacci, 28 anni di carcere: nato nel 1974, detenuto a Viterbo dal 13 settembre 2022, difeso dagli avvocati Giancarlo Costa e Chiara Fiore
Lucio La Pietra, 27 anni di carcere: nato nel 1974, detenuto a Viterbo dal 13 settembre 2022, difeso dall’avvocato Antonio Rucco
Alessio Pizzuti, 18 anni di carcere: nato nel 1990, agli arresti domiciliari dal 4 gennaio 2024, difeso dall’avvocato Lanfranco Cugini


Parti civili il fratello e la figlia della vittima:

Mascia Bramucci, provvisionale di 50mila euro: 37 anni, difesa dall’avvocato Antonio Filardi
Isolino Bramucci, provvisionale di 26mila euro: 62 anni, difeso dall’avvocato Antonio Maria Carlevaro


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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