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Osservatorio del turismo nato male e finito peggio

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Viterbo – Osservatorio del turismo nato male e finito peggio. Fortemente voluto dalla giunta Frontini che ha messo insieme poche idee ma ben confuse, come il numero dei partecipanti. Esiguo. Solo realtà economiche riferite al settore turistico.


Viterbo - Consiglio comunale - Ciorba e Frontini

Viterbo – Consiglio comunale – Ciorba e Frontini


Associazioni, fondazioni, realtà che hanno molto da dire sul tema, restano fuori. Non la sindaca Frontini. Che presiede un organo dichiaratamente tecnico. Un paradosso.

Non si sa bene, a detta della minoranza, cosa dovrà fare e perché, a parte indicare come investire i proventi dell’imposta di soggiorno. Ma si sa che i consiglieri non ne faranno parte.

Un pasticcio che l’opposizione ha duramente criticato nelle due commissioni in cui è stato presentato e ieri ha rincarato la dose in consiglio comunale. Tuttavia, pure la maggioranza deve essersi accorta che quest’osservatorio, a ben osservarlo, qualche perplessità, la suscitava. Per questo, raccogliendo i suggerimenti arrivati dalla minoranza la giunta ha accolto 11emendamenti. Al testo che la stessa maggioranza aveva presentato e sostenuto.

Il resto, per arrivare a 36, li ha proposti l’opposizione.

La maggioranza vuole tirare dritto, fare le ore piccole. Il regolamento va approvato. È urgente. Per chi e perché non è dato sapere. Alvaro Ricci (Pd) ipotizza: “È una questione di tigna, non si va avanti sempre allo scontro frontale, solo per mostrare la forza. La politica è dialogo e questa è la sua negazione, è solo scontro. La minoranza va schiacciata

Ma ricordate che sempre in politica, capita sempre d’avere bisogno dell’altro e il braccio di ferro va bene, quando serve. Non sulle cose inutili”. Quindi la proposta, accantonare l’osservatorio quando sono ormai le 21, approvare un debito fuori bilancio, quello sì, urgente e proseguire nella prossima seduta”

Per la sindaca Frontini la maggioranza è venuta incontro all’opposizione, ha accolto le proposte: “Siamo tornati indietro su alcuni punti, ma non su due che riteniamo caratterizzanti, la natura economica legata al turismo e non essere organo politico”. Ma alla fine Frontini arriva a una mediazione, rinunciando al muro contro muro, rinviando l’approvazione alla prossima seduta e dall’altra parte, la minoranza ritira molti degli emendamenti proposti.

Nel merito del regolamento, le parole della minoranza sono volate al vento.

“La nostra visione è diversa – Laura Allegrini (FdI) – prova a far ragionare i colleghi di maggioranza – andava improntato su dialogo e partecipazione, non solo di organizzazioni a livello economico. Questo è un osservatorio per un ristretto e selezionato gruppo, restano fuori associazioni e realtà importanti della città”.

L’opposizione, poi deve esserci, secondo Allegrini: “E ci sarà, anche come semplici auditori”. Non potranno prendervi parti realtà come la Fondazione Carivit, invece, che però in città svolge un ruolo di primo piano nel finanziare iniziative.

In altre parole: “Voi come maggioranza – spiega Alvaro Ricci (Pd) – volete escludere e noi includere. Questo regolamento è per voi, finirà con quest’amministrazione, dopo essersi riunito 3 o 4 volte e compreso che non inciderà su nulla”.

Anche perché è un osservatorio? Una consulta? Laura Allegrini prova a chiedere al segretario spiegazioni, ma anziché su questioni regolamentari e amministrative si finisce sul terreno della Crusca. Il significato delle parole. Non è serata.

Giuseppe Ferlicca


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