L’ingresso del rifugio antiaereo del Pilastro
Viterbo – Aperti e a disposizione di tutti. Gli ingressi lungo via del Pilastro a Viterbo di quello che una volta potrebbe essere stato il rifugio antiaereo scavato durante la seconda guerra mondiale. Rifugio di cui si è in parte persa la memoria.
Viterbo – Via del Pilastro
Gli ingressi si trovano appunto lungo via del Pilastro. Sono diversi, il principale è al civico 7, sbarrato, in tal caso, da due tronchi di albero. Sopra una lamiera che in passato conteneva, forse, un’indicazione. Poco più avanti, vicino pratogiardino Lucio Battisti, verso l’incrocio con il semaforo che porta verso via Signorelli e piazzale Gramsci, altri due ingressi. Questa volta aperti.
Viterbo – L’ingresso del rifugio antiaereo del Pilastro
Le porte sono di ferro arrugginito, con la vegetazione rinsecchita che gli piove sopra. Uno è pieno d’erba, la solita ortica che spunta fuori anche da una fessura del muro. Ad introdurre l’altro, un secchio di plastica, probabilmente per la vernice, e un po’ di monnezza. Entrambi portano dritti sotto terra.
Viterbo – L’ingresso del rifugio antiaereo del Pilastro
Il rifugio è parte integrante delle palazzine costruite dall’istituto fascista autonomo per le case popolari della provincia di Viterbo quando il quartiere Pilastro si chiamava “Francesco Carnevalini” e viale Bruno Buozzi, prima via Italo Balbo e poi via martiri fascisti. Lotto inaugurato il 21 aprile 1941, a guerra iniziata già da dieci mesi, comprensivo appunto di un rifugio antiaereo.
Daniele Camilli



