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Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Quello che sta accadendo a Gaza interroga la coscienza di ognuno di noi, di ogni essere umano che abbia un minimo di rispetto di sé e che per questo non può non provare orrore di fronte a ciò che accade sotto i nostri occhi: uno Stato con uno degli eserciti più potenti del mondo bombarda quotidianamente strutture sanitarie, ospedali, strutture di assistenza, accampamenti di tende; massacra indiscriminatamente con terrificante crudeltà e ferocia uomini, vecchi, donne, bambini inermi; priva milioni di persone, già ridotte allo stremo, di cibo, acqua potabile, elettricità, in quello che appare chiaramente un progetto di annientamento di un popolo.
Nessuno di noi potrà mai dire: “Io non sapevo”.
Luciano Canfora ha pubblicamente dichiarato: “Quello che sta accadendo a Gaza, dove si blocca l’arrivo del cibo per mettere in ginocchio milioni di persone, rassomiglia ad Auschwitz. Punto e basta”.
Alla violazione delle leggi della giustizia, dei tribunali nazionali e internazionali, si accompagna la sfrontata rivendicazione della legge del più forte, cioè della legge della giungla.
Di fronte a tutto questo si assiste al silenzio complice e vile delle istituzioni italiane ed europee.
In tale contesto, ogni prosopopea sui “valori occidentali” perde di senso e si manifesta in tutta la sua insopportabile strumentalità.
Con Gaza, con la Palestina, muore (se non è già morta) tutta la credibilità dell’Occidente.
È per questo che, contro ogni indifferenza, appare necessario un sussulto di orgoglio; sorge il bisogno di “essere umani e tra umani”; incontrarci, riflettere, manifestare, indignarci e dire no.
Siamo un granello di sabbia, ma la nostra dignità di esseri umani non ha prezzo e non si misura coi numeri. Incontriamoci.
Enrico Mezzetti
