Viterbo – “In questa casa i nostri nonni Derna e Saturno Cecchini hanno protetto e salvato dallo sterminio una famiglia di ebrei romani durante la seconda guerra mondiale. La famiglia Fornari”. Simonpietro Cecchini e Angelarosa Trevi, via Cassia Cura 12, Vetralla. Il Civico giusto. Ieri, la giornata europea dei Giusti. La giornata di chi 80, 85 anni fa salvò delle vite, salvando il mondo intero.
Vetralla – La casa di Derna e Saturno Cecchini
Qui, tra l’ottobre del 1943 e il febbraio del 1944, Ottavio Fornari, Luigia Rosselli, Irma Anguillara, Liliana ed Enzo Fornari sono stati messi in salvo dalle persecuzioni dei nazifascisti che occupavano la Tuscia, così come tutto il nord Italia. Sono stati salvati dalla deportazione e dallo sterminio grazie a Derna e Saturno Cecchini che, su iniziativa di Liliana Fornari, nel 2015 sono stati nominati Giusti tra le nazioni, la più alta onorificenza di Israele. E sono stati salvati grazie anche ai loro figli Rosa, Maria Pia e Mario. I nomi di Derna e Saturno rimarranno per sempre incisi sul Muro dell’onore dello Yad Vashem, Istituto per la memoria dei martiri e degli eroi della Shoah.
Vetralla – Simonpietro Cecchini
Qui, Simonpietro Cecchini e Angelarosa Trevi tengono viva la memoria di tutto ciò che è stato, aprendo le porte della loro casa che dal 2024 ha aderito al progetto del Civico giusto. “Un luogo – come sta scritto sul sito internet dell’iniziativa – dove qualcuno ha disobbedito a un violento ordine esterno per lasciar prevalere una rischiosa disposizione interna: proteggere un perseguitato ed esporsi alla persecuzione. Tutto ciò presuppone il nascosto: si copre il protetto e si cela l’evento, perché meno tracce restano e meglio è”.
Vetralla – Derna e Saturno Cecchini assieme ai figli Rosa, Mario e Maria Pia
Via Cassia Cura 12, Vetralla. Il salotto, il grande camino, il tavolo, gli attestati, la medaglia dei giusti, le sedie, le foto, i vestiti. E ancora, la cantina dove i Fornari nascosero le loro cose e che i tedeschi nel febbraio del ’44 perquisirono, razziando di tutto. Senza però trovare la famiglia di ebrei da deportare.
Vetralla – Irma Anguillara, al centro, assieme ai figli Liliana e Sergio Fornari
Storie che si intrecciano in un unico e solo destino dettato dall’umanità. La storia dei Piccarozzi, famiglia romana che acquistava prodotti da Derna, casalinga, e Saturno, che prima aggiustava i carretti e poi con l’avvento dell’automobile iniziò a fare l’imprenditore, titolari entrambi di un’azienda agricola, con al centro la loro casa. Il Civico giusto. Piccarozzi che presentano i Fornari ai Cecchini. Fornari che trascorrevano le vacanze a Cura di Vetralla dagli anni trenta e che, nell’ottobre del ’43, intuiscono che qualcosa di terribile stava per accadere. Il 16 ottobre il ghetto al portico d’Ottavia e in tutta Roma venne rastrellato dalle SS e gli ebrei deportati nei campi di sterminio. I Cecchini accettano e nascondo la famiglia Fornari, tre adulti e due bambini.
Vetralla – Angelarosa Trevi
La storia del piccolo Mario, con un tumore allo stomaco, morirà poco dopo la fine della guerra, che permise a suo padre Saturno, che nel frattempo, quando le cose si misero male anche a Vetralla, spostò i Fornari alle Pietrare – di lì, grazie ai documenti falsi procurati da Enzo Fornari andarono poi a Olevano Romano e successivamente, quando tutto era finito, a Milano -, la malattia del piccolo Mario che permise a suo padre, incalzato dai nazisti andati a prendere i Fornari che chiedevano come mai la sua famiglia non fosse in casa, scappata anch’essa da via Cassia Cura 12, di rispondere che non c’era perché il figlio aveva bisogno di cure e che soltanto altrove gli potevano essere prestate.
Vetralla – La casa di Derna e Saturno Fornari
La storia del rifugio in cantina, che sbucava da un’altra parte del terreno, che ospitò anche gente che scappava dai bombardamenti che nel 1944 colpirono il Vetrallese. La storia, dopodiché, di chi fece la spia ai tedeschi che in quella casa c’erano persone sospette, nome che Saturno Cecchini non volle mai rivelare per evitare vendette dopo la guerra.
Vetralla – La medaglia di Giusti tra le nazioni conferita a Derna e Saturno Cecchini
La storia della casa, il Civico giusto, che tutte le storie racchiude e che, con la sua posizione di spalle alla Cassia, il boschetto a far da confine e la campagna di fronte, abbracciò e salvò una famiglia che in quei mesi ebbe modo di nascondersi e respirare, senza vivere però da prigionieri. Con tutt’attorno, gli alberi, gli oggetti, le stanze, le scale, che respirava insieme a loro e ai battiti del cuore dei loro 5 figli.
Infine, la storia nella storia. Una storia ricca di speranza e d’amore. La storia di Simonpietro e Angelarosa, madre e figlio che hanno aperto le porte del loro casale. In nome della memoria e del futuro. La memoria del mondo, che i nonni hanno salvato. Un mondo aperto alle scuole. Aperto a tutti. Un mondo “che – spiega Angelarosa Trevi – parla per loro, per Derna e Saturno”. Ma parla anche per Angelarosa e Simonpietro. “Persone che – come dice sempre Angelarosa riferendosi a Derna e Saturno Cecchini, ma vale pure per lei e per suo figlio – si sono staccate dal tempo e sono nel sempre. Persone che hanno saputo diventare modello etico e di bellezza morale. Una ricchezza fondamentale per tutti”.
Vetralla – La casa di Derna e Saturno Fornari
“Nel mondo c’è la bellezza e ci sono gli oppressi”, scriveva Albert Camus, 60 anni fa. Derna, Saturno, Rosa, Maria Pia, Mario, Angelarosa e Simonpietro, “per quanto sia stato terribilmente difficile”, sono stati e sono fedeli a entrambi.
Daniele Camilli
Per informazioni e visite al Civico Giusto di Vetralla, Tel. 370.1430276
Vetralla – La famiglia Fornari assieme alla famiglia Piccarozzi
Vetralla – Angelarosa Trevi e Simonpietro Cecchini
Vetralla – Derna Cecchini
Vetralla – Saturno Cecchini
Video: Il civico Giusto di Derna e Saturno Cecchini











