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Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Sono stato da subito e senza incertezze contrario ad un ulteriore accordo che prevedesse oltre all’aumento del 6,2% dei salari, in linea con l’indice nazionale, anche un premio di produttività, strumento applicato solo in rarissimi casi in ambito agricolo e la cui disciplina, per ammissione dei rappresentanti sindacali stessi, rimane ambigua e controversa.
Confagricoltura Viterbo Rieti è consapevole della necessità di aumentare i salari dei lavoratori per compensare l’erosione inflattiva, ma è altrettanto consapevole delle difficoltà economiche, ampliate e non attenuate dall’inflazione, di tutte le sue aziende. L’aumento del 6,2 % è quindi un ulteriore fardello da sostenere, ma sia per dare un reddito almeno dignitoso ai nostri dipendenti, sia per mantenere le relazioni sindacali su di un tono soddisfacente per tutte le parti, insieme al parere negativo espresso sul premio di produttività, abbiamo ritenuto di aprire ad un ulteriore incremento salariale, minimo, ma tale da permettere la riattivazione di una trattativa giunta chiaramente ad un punto morto.
Invece si è preferito uscire con dichiarazioni certo legittime, ma secondo noi assolutamente sproporzionate e poco opportune, vista anche la costante collaborazione intercorsa negli anni passati sia sul piano della contrattazione, sia nel tentativo comune di migliorare sempre di più la qualità del lavoro e della vita in agricoltura. Confagricoltura Viterbo Rieti e la sua dirigenza, pur rimanendo su questi temi attenta e sensibile in ogni situazione, ritiene che il premio di produttività, oltre a generare potenziale confusione e possibili interferenze nella gestione delle nostre aziende, non abbia un peso economico tale da giustificare inconsuete e scomposte prese di posizione.
Sono personalmente convinto che lavorando congiuntamente sulle nostre proposte i lavoratori avrebbero maggiori benefici e che questo improvviso aumento della conflittualità sembra ricercare come obiettivo non tanto la tutela economica dei propri iscritti, quanto una maggiore e immediata visibilità politico-sindacale.
Remo Parenti
Confagricoltura
Articoli: Fai Cisl, Uila e Flai Cgil: “Il 16 maggio sciopero generale dei braccianti agricoli, il primo nella storia della Tuscia” – I sindacati dei lavoratori agricoli: “Siamo pronti allo sciopero generale dopo la rottura sul premio di produttività”
