- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

Tenta il suicidio e finisce a processo per stalking: “Lei non voleva che riconoscessi nostro figlio”

Condividi la notizia:

Viterbo – (sil.co.) – Tenta il suicidio e finisce a processo per stalking: “Lei non voleva che riconoscessi nostro figlio”. 


Violenza - Immagine di repertorio

Violenza – Immagine di repertorio


A marzo del 2020, in pieno lockdown, avrebbe tentato il suicidio perché la sua ex, dopo averlo lasciato mentre era incinta, non avrebbe voluto nemmeno fargli riconoscere suo figlio. A maggio 2020 la donna lo ha denunciato per stalking, quando lui, camminando due ore e mezzo a piedi con una rosa in mano, l’avrebbe raggiunta a casa, nonostante i divieti Covid, salvo rispondere picche al suo aut aut: “Mi ha chiesto di mettere la testa a posto o tornare al mare”.

Non a caso al mare. Davanti al giudice Jacopo Rocchi per atti persecutori, infatti, è finito un imputato del litorale romano. “Io sono un cuoco, ma all’epoca facevo il pescatore di frodo e le dissi che ormai ero un uomo di mare”, ha detto ieri durante il suo esame. Prima di essere cacciato dal centro della provincia di Viterbo dove vive la donna, avrebbe però fatto in tempo a minacciare di morte la ex e non solo la ex.

“Eravamo innamoratissimi – ha spiegato – uniti da droga e alcol dall’inizio alla fine della nostra relazione. Anche quando abbiamo concepito nostro figlio nel 2019”.

Secondo l’accusa, nella primavera del 2019, l’avrebbe perseguitata, appostandosi anche fuori del luogo di lavoro, come ha confermato un collega parrucchiere. “Si metteva fuori e aspettava, oppure veniva all’ingresso e insisteva perché lei uscisse, minacciando di fare danni alla sua macchina se lei non lo avesse fatto . Io spesso la sera la accompagnavo all’auto perché aveva paura. Era arrivata a nascondere la vettura per non fargliela trovare”, ha detto il teste, riferendo anche di avere sentito messaggi vocali pieni di insulti e minacce.

La coppia sarebbe stata insieme circa un anno, tra il 2018 e il 2019 quando la donna, rimasta incinta, avrebbe deciso di interrompere la relazione. “Mi sono comportato in maniera ignobile – ha ammesso l’imputato – le ho chiesto mille volte scusa”. L’avrebbe minacciata di morte e avrebbe minacciato di morte anche suocera, figlio e perfino il gatto.

A settembre sarà sentita per la difesa la madre dell’imputato, poi discussione e sentenza. 


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


Condividi la notizia: