Oriolo Romano – (sil.co.) – Rogo di Oriolo Romano, a distanza di poco più di un mese dalla tragica sera del 3 febbraio proseguono gli accertamenti chiesti dalla procura. Spetterà ai vigili del fuoco del reparto investigativo e al consulente tecnico Rodolfo Fugger risalire alle cause del devastante incendio divampato intorno alle 22,15 di lunedì 3 febbraio in cui ha trovato la morte l’ottantenne Letizia Faggiano.
Solo una volta depositate le conclusioni degli esperti che hanno effettuato i sopralluoghi finalizzati agli accertamenti tecnici, il pubblico ministero Paola Conti, titolare del fascicolo contro ignoti aperto dalla procura, potrà a sua volta se ci siano delle responsabilità e in caso di esito positivo a carico di chi.
Si capisce l’estrema delicatezza dell’incarico, alla luce della morte di un’anziana vittima nonché degli ingentissimi danni provocati dalle fiamme, che hanno portato al sequestro della palazzina di via della Stazione, motivi per cui sono stati ipotizzati i reati di omcidio colposo e disastro colposo.
Tre gli appartamenti coinvolti, tutti abitati da donne al momento della tragedia.Gravemente danneggiato quello della vittima, al secondo piano. Le fiamme sarebbero invece partite dall’abitazione di una 55enne al primo piano, completamente distrutta dalle fiamme, forse a causa di alcune candele accese. Punto su cui gli inquirenti dovranno fare chiarezza.
I tecnici sono al lavoro, ma ci vorranno ancora settimane, se non mesi, per il deposito della relazione definitiva, che dovrà anzitutto chiarire l’innesco delle fiamme. L’ingegnere Fugger si è preso sessanta giorni, che scadranno i primi di aprile, ma non si esclude la richiesta di una proroga. In ausilio anche una squadra speciale dei vigili del fuoco di Roma.
Il primo sopralluogo, cui ha preso parte anche la pm Conti, è stato effettuato nell’immediatezza, lo scorso 6 febbraio. In quell’occasione, però, i vigili del fuoco e l’ingegnere Fugger non sono potuti arrivare fino in fondo allo stabile a causa degli ingenti danni e della forte pericolosità.
Sempre il 6 febbraio è stata inoltre effettuata l’autopsia sul corpo della vittima, per chiarire se a uccidere l’anziana sia stato il fumo, col medico legale Benedetta Baldari che si è presa anche lei i canonici sessanta giorni per il deposito della relazione. La poveretta sarebbe stata al telefono con la vicina del terzo appartamento coinvolto, una 79enne, cui avrebbe rivolto le sue ultime parole con una richiesta di aiuto disperata: “Non ce la faccio più, sto morendo”.
Rogo di Oriolo Romano – Il sopralluogo del 6 febbraio


