Viterbo – È durato circa un’ora e mezza ed è stato registrato, entrando a far parte delle “carte” dell’inchiesta, l’interrogatorio fiume “su richiesta” di Rudy Guede.
Il 38enne che ha scontato a Mammagialla 16 anni per l’omicidio di Meredith Kercher, accusato di abusi dalla ex, una ragazza viterbese di 25 anni, è comparso ieri mattina davanti al pubblico ministero Paola Conti su richiesta del difensore Carlo Mezzetti dopo avere ricevuto l’avviso di fine indagini che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio.
L’interrogatorio, cominciato attorno alle 11, si è concluso poco prima dell’una. “Abbiamo chiarito alcuni punti, rilevanti secondo la difesa, relativi in particolare alle comunicazioni, ma anche altre cose secondo noi rilevanti, che meritavano di essere approfondite e circostanziate con la pm Conti”, ha riferito l’avvocato Mezzetti, senza entrare ulteriormente nel merito di quanto riferito da Guede.
Per l’ivoriano l’ultima chance per convincere la procura della sua innocenza prima della eventuale richiesta di processo. Come si ricorderà, la ex compagna, nell’estate 2023, al termine di una relazione durata circa un anno, lo ha denunciato per maltrattamenti, lesioni e violenza sessuale.
Per gli ultimi due reati, a dicembre 2023, è stato sottoposto a divieto di avvicinamento rafforzato dal braccialetto elettronico nonché a un anno di sorveglianza speciale.
Silvana Cortignani
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.