Daniele Ciorba e Marta Nori
Viterbo – “A Viterbo il primo sportello psicologico rivolto a braccianti agricoli e migranti, uno sportello dove si potranno segnalare pure le discriminazioni razziali subite dagli operai agricoli”. La presidente di Kyanos Marta Nori, l’altro giorno, nella sede della Caterinaccia a San Faustino la presentazione in occasione dell’8 marzo, giornata internazionale della donna. Uno sportello promosso da Fimavla Ebat, l’ente bilaterale che vede insieme le organizzazioni datoriali, Cia, Coldiretti e Confagricoltura, e i sindacati dei lavoratori, Fai-Cgil, Fai-Cisl e Uila-Uil. Uno sportello, previsto dall’ultimo contratto provinciale di lavoro dei braccianti agricoli, gestito appunto da Kyanos, parte integrante del centro antiviolenza Penelope in via della Pettinara.
Assieme a Nori, sabato pomeriggio, anche il presidente di Fimavla Ebat Daniele Ciorba, il coordinatore di Fimavla Ebat Angelo Serafinelli e le assessore comunali al bilancio e all’agricoltura, rispettivamente Elena Angiani e Patrizia Notaristefano.
Marta Nori
Un servizio, quello presentato nel fine settimana, che si va ad affiancare allo sportello sulla violenza di genere contro le braccianti agricole promosso sempre da Fimvla Ebat in collaborazione con Kyanos. Il primo in Italia.
“Lo sportello psicologico – spiega Nori – è aperto il martedì pomeriggio dalle ore 15 alle 19, in via delle Mura 17, quartiere San Faustino, Viterbo. Uno spazio sicuro per gli operai agricoli, le braccianti e le persone migranti che si trovano ad affrontare situazioni stressanti e difficoltà emotive. Un servizio che punta a fornire un sostegno psicosociale mirato a favorire processi di regolazione emotiva più funzionali. Grazie a risorse specializzate, il progetto ha come obiettivo quello di migliorare significativamente la qualità della vita delle persone”.
Daniele Ciorba
Sono 9 mila i braccianti agricoli in tutta la Tuscia, di cui 1300 solo nel comune di Viterbo. Braccianti che per l’80% vedono la presenza di lavoratori delle comunità internazionali.
“Emigrare – sottolinea Nori – è un comportamento fisico che implica un cambiamento del luogo nel quale un individuo risiede. Ciò che spesso non viene considerato, quando si parla di emigrazione, è il cambiamento che porta a livello psicologico ed emotivo nella persona che decide di intraprendere questo percorso”.
“Molto spesso – aggiunge poi Ciorba – l’espatrio pone la persona di fronte a sfide importanti, talvolta imprevedibili, che sono fonte di stress e che richiedono grande resilienza per essere affrontate”.
Elena Angiani
“Vorrei innanzitutto ringraziare tutti i volontari e gli operatori delle associazioni che sostengono e aiutano le donne vittime di maltrattamenti – commenta Angiani -. Lo sportello di assistenza psicologica è un elemento essenziale in quanto la dipendenza psicologica costituisce uno dei maggiori ostacoli all’affrancamento delle donne e di tutti i lavoratori”.
Patrizia Notaristefano
“Lo sportello psicologico dell’associazione Kyanos e di Fimavla Ebat – prosegue Notaristefano – va ad aggiungersi a tutta una serie di iniziative già poste in essere a sostegno delle donne e non solo. E questa ne è un’ulteriore prova. In questo caso si tratta di promuovere il benessere e affiancare le persone migranti con un sostegno psicologico. Bisogna tener conto che chi arriva e decide di vivere sul nostro territorio ha un bagaglio di esperienze alle spalle e deve essere messo nelle condizioni migliori per inserirsi in un contesto territoriale completamente diverso dal proprio”.
“Uno sportello di questo tipo – conclude infine Notaristefano – facilita sicuramente le relazioni e l’incontro di culture diverse”.
Daniele Camilli




