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Walter Veltroni: “È un tempo impazzito, stiamo precipitando all’inferno…”

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Viterbo – “È un tempo impazzito e stiamo precipitando all’inferno, la democrazia è messa in discussione e tornano parole come deportazione di massa per gli immigrati”. Il giornalista e scrittore Walter Veltroni ieri mattina in sala Regia per l’iniziativa promossa dalla Uila di Viterbo che ha presentato l’associazione dedicata a Luigi Petroselli a supporto della Asfa-Uila.


Viterbo - Danila Corbucci, Walter Veltroni, Antonio Biagioli, Enrica Mammucari, Stefano Ubertini, Angela Giovagnoli e Andrea Rusich

Danila Corbucci, Walter Veltroni, Antonio Biagioli, Enrica Mammucari, Stefano Ubertini, Angela Giovagnoli e Andrea Rusich


“Un’associazione – spiega il segretario generale della Uila Viterbo Antonio Biagioli – che sosterrà le attività della Asfa-Uila, la squadra di calcio del sindacato. Una squadra di calcio di soli operai agricoli che ha l’obiettivo di valorizzare la lotta contro lo sfruttamento dei braccianti e contro il caporalato. Un’associazione che abbiamo voluto dedicare a Luigi Petroselli, figura centrale nella storia della Repubblica e della democrazia. Il sindaco che ha cambiato in meglio la storia di Roma. Un uomo nato a Viterbo, che nella Tuscia ha organizzato le sue prime battaglie, a partire proprio dai braccianti”.

Assieme a Veltroni anche la segretaria generale della Uila, Enrica Mammucari, il rettore dell’università degli studi della Tuscia Stefano Ubertini e i giocatori della Asfa-Uila.


Viterbo - Walter Veltroni

Viterbo – Walter Veltroni


Luigi Petroselli, scomparso all’età di 49 anni, è stato dirigente del partito comunista italiano e sindaco di Roma dal 1979 al 1981. Un uomo e un politico che ha profondamente segnato la storia della capitale. A lui è dedicata una delle vie più importanti di Roma, a ridosso del Campidoglio.


Luigi Petroselli

Luigi Petroselli


“Quella di oggi – dice l’ex sindaco di Roma e fondatore del Pd Veltroni – è u’iniziativa bellissima. Abbiamo una seconda squadra di calcio per cui tifare. Una squadra che riveste un significato che non ha a che fare solo con lo sport ma con la vita. Ed è tanto più importante perché viviamo un momento molto brutto e quello che sta accadendo attorno a noi è decisamente pericoloso. E mi fa piacere che ricordiamo Luigi Petroselli all’interno di un discorso che ha per protagonista una società aperta, multiculturale. Una società che difende i diritti dei più deboli, che non si chiude in se stessa e fa invece della bellezza del confronto democratico un punto di riferimento assoluto. Luigi Petroselli se sarebbe stato fiero”.

Un’iniziativa realizzata con il patrocinio del comune e della provincia di Viterbo, dell’università degli studi della Tuscia e del Fimavla Ebat.

Ad intervenire con Veltroni, Mammucari, Ubertini e Biagioli, il vice sindaco Alfonso Antoniozzi, l’autrice della biografia Luigi Petroselli Angela Giovagnoli, il regista del film Il sindaco Petroselli Andrea Rusich, la giornalista Danila Corbucci, il presidente comunità Islamica Mohammed Kdib, il coordinatore Fimavla Ebat Angelo Serafinelli, il segretario generale della Uil Giancarlo Turchetti e Michele Mancini della Uil scuola.

In sala, il vice presidente del consiglio regionale Enrico Panunzi, gli assessori Patrizia Notaristefano, Elena Angiani ed Emanuele Aronne, rappresentanti di associazioni e organizzazioni e autorità civili e militari.


Viterbo - Antonio Biagioli, Enrica Mammucari e Stefano Ubertini

Viterbo – Antonio Biagioli, Enrica Mammucari e Stefano Ubertini


“Stiamo scendendo i gradini dell’inferno – sottolinea Veltroni -. E per chi ama la democrazia e la libertà, l’inferno sono i sistemi autoritari. Stiamo progressivamente precipitando, e parlo su scala mondiale, verso una riduzione della democrazia a sistemi fondati su disvalori. La grande questione che abbiamo di fronte è la messa in gioco della democrazia e del diritto degli altri a esistere. Un tempo impazzito. Un tempo in cui si mette in discussione la democrazia e si immagina che per gli immigrati la deportazione di massa”.

“Luigi Petroselli – ricorda poi Veltroni – andò in galera per combattere dalla parte dei braccianti. La sua esperienza politica e umana nasce a Viterbo. Una persona bellissima, immersa nella vita reale, con una grande visione. Una persona che non si risparmiava e credeva in quello che faceva. Quando morì, a Roma, il dolore fu enorme. In soli due anni da sindaco della città, Luigi ha lasciato un segno profondissimo. Perché Luigi stava dovunque, così come deve fare un sindaco. Perché un sindaco deve stare ovunque. E quando Petroselli se ne è andato i suoi funerali sono stati enormi, una manifestazione che ha riguardato una città intera che perdeva una persona capace di rappresentarla al massimo livello. Sono passati 44 anni dalla sua morte, ma se a Roma Petroselli, la gente ancora si commuove. Questa è la bellezza delle vite condotte in questo modo. Vite piene di dolore e sacrifici. Vite che lasciano un segno”.


Viterbo - L'iniziativa della Asfa-Uila in sala Regia

Viterbo – L’iniziativa della Asfa-Uila in sala Regia


“L’inclusione, la piena integrazione e il rispetto dei diritti del lavoro di persone originarie di altri paesi sono una battaglia etica e di civiltà – interviene la segretaria generale Uila Enrica Mammucari -. L’iniziativa della Uila di Viterbo racconta ciò che il sindacato quotidianamente fa sul territorio per il bene delle lavoratrici e dei lavoratori, dentro e fuori i luoghi di lavoro, aggregando le persone intorno ai valori della solidarietà, dell’uguaglianza, della parità di trattamento e dissinescando le radici della violenza, dell’odio e dell’indifferenza. Le battaglie di oggi per il riscatto morale di chi viene calpestato nei diritti sono le stesse battaglie per cui il sindacalismo agricolo è nato”.

“A Viterbo, come nel resto d’Italia – continua Mammucari -, i lavoratori migranti rappresentano una risorsa preziosa non solo per l’economia dei nostri territori, ma per ridare vita alle comunità abbandonate, ai borghi, ai centri rurali e alle scuole di molte cittadine fino alle aree interne e montane. L’inverno demografico, la diminuzione della popolazione in età lavorativa dovrebbero far ripensare completamente le attuali politiche migratorie. Le sfide future dell’agricoltura si vincono investendo nella buona occupazione, assicurando diritti e tutele , contrastando sfruttamento e concorrenza sleale, promuovendo la cultura della legalità.
Per questo continueremo sempre a contrattare, assistere e lottare per i bisogni di tutti quelli che lavorando contribuiscono a creare la ricchezza del nostro made in Italy”.

“L’università forma le future generazioni – ricorda il rettore Ubertini – e il fatto di avere nei nostri spazi ragazze e ragazzi che vengono da tutto il mondo aiuta tantissimo anche ragazze e ragazzi di Viterbo e della Tuscia. Il fatto che i nostri spazi siano popolati da persone che vengono da tutto il mondo lancia anche un altro segnale. Il segnale che le risorse intellettuali non hanno nazione. L’università ha inoltre l’obiettivo di cambiare la società e di abbattere ogni pensiero discriminante. E se partiamo dagli studenti, dai giovani, dai lavoratori, forse questo processo riuscirà e riuscirà in meglio”.


Viterbo - La squadra della Asfa-Uila

Viterbo – La squadra della Asfa-Uila


“Lavoro, diritti, libertà e dignità delle persone sono i caposaldi della nostra costituzione e della nostra democrazia – fa notare il vice sindaco Antoniozzi -, e i sindacati giocano un ruolo fondamentale in loro difesa e per lo sviluppo della società nel suo insieme. Petroselli è una figura di cui andare orgogliosi e legarla a un’esperienza come quella della Asfa-Uila è un passaggio decisamente importante”.

“Un percorso nuovo – evidenzia il presidente della comunità islamica Kdib -, un ponte tra più mondi, al fianco dei lavoratori. Così come al fianco dei lavoratori è e sarà sempre il centro islamico di Viterbo”.

Ad inviare un messaggio all’iniziativa organizzata dalla Uila Viterbo anche il vescovo Orazio Francesco Piazza. “Mi auguro che da questo momento di riflessione – scrive il vescovo – nascano nuove opportunità di confronto e scelte attuative che traccino sentieri di speranza per tutti, in una realtà sociale che ha sempre più bisogno di tessere la sua trama relazionale. Memore dell’incontro sportivo che ha avviato una delle esperienze inclusive in questa prospettiva, auspico che si possa continuare a sviluppare un percorso di evidente qualità umana e sociale”.

Daniele Camilli


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