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Avvocata viterbese perseguitata al telefono da uno sconosciuto: “Sei una porca”

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Viterbo – (sil.co.) – Avvocata viterbese perseguitata al telefono da un perfetto sconosciuto che le dice sempre la stessa cosa: “Sei una porca”.


Viterbo - Le pattuglie della polizia in centro

Viterbo – Le pattuglie della polizia in centro – foto di repertorio


L’incubo è cominciato quattro anni fa. Alla quarta chiamata nel giro di due giorni, la donna ha sporto denuncia per molestie alla polizia che in breve, grazie ai tabulati, ha scoperto trattarsi di un presunto maniaco seriale, un 32enne romano, che mercoledì è stato condannato a due mesi di arresto dal giudice Jacopo Rocchi il quale ha sottolineato come per l’imputato si tratti di un reato abituale. Il difensore Orietta Celeste aveva chiesto il non luogo a procedere per la tenuità del fatto o la derubricazione nel reato depenalizzato di ingiuria. L’accusa aveva chiesto due mesi di arresto. 

Le telefonate sono proseguite ininterrottamente per sei-sette mesi. ” È subentrata la paura, mia figlia mi chiedeva chi fosse che mi chiamava sempre e perché non gli rispondessi, temevo per l’incolumità della bambina e per la mia, uscivo da studio accompagnata”, ha spiegato la vittima, che non si è costituita parte civile ma è stata ascoltata come parte offesa. 

“La prima chiamata è arrivata il 16 marzo 2021 mentre stavo facendo un’operazione bancaria, da un numero sconosciuto. Subito dopo ne sono arrivate altre due e una quarta il giorno successivo. Sempre dello stesso tenore, da una voce inquietante maschile che ripeteva ‘sei una porca, sei una porca’. Passati sei-sette mesi, le telefonate, anche nel cuore della notte, si sono interrotte poi sono riprese”.

La legale ha escluso possibili ritorsioni legate alla sua attività professionale. “L’imputato è per me un perfetto sconosciuto, neanche ora so che faccia abbia”, ha sottolineato al giudice. Il 32enne, attualmente detenuto per altra causa, non era infatti presente in aula per il processo.

Nel 2014 lo stesso imputato, all’epoca appena 22enne, fu denunciato una prima volta per molestie analoghe ai danni di una donna di Cortina che, facendo un numero a casaccio, avrebbe perseguitato al telefono dandole della “puttana” Nel 2017 fu poi assolto dal tribunale di Belluno per dubbi sulla reale identità del presunto stalker.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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