Acquapendente – Blitz al mattatoio di Acquapendente, liberati alcuni agnelli e impianto bloccato. Da questa notte, attiviste di @269.liberation_animale sono all’interno della struttura e stanno comunicando attraverso i social, la loro azione.
“Stiamo bloccando Ilco – spiega in un video una delle attiviste – che uccide agnelli. Adesso ci troviamo nel corridoio della morte. Noi da qui non ci spostiamo”.
Poi un appello a manifestare al di fuori dell’impianto. “Noi da qui non ci spostiamo”, ribadisce.
Appeso in una parete, un cartello con la scritta: “Oggi nessuno sarà ucciso”.
Prima, a quanto riportano, c’è stata la liberazione di agnelli, poi il blocco del sito. Si tratta, come spiegano membri del collettivo, di due diverse azioni. “Questa notte, membri del collettivo 269LA – spiegano gli attivisti – hanno condotto due azioni dirette simultanee. Un primo gruppo è intervenuto per liberare 21 agnelli dal macello LC, ad Acquapendente. Allo stesso tempo, un altro gruppo di attivisti ha occupato il “corridoio della morte”, impedendo così funzionamento della linea di abbattimento”.
Dalle immagini pubblicate sui social, si vedono persone vestite di nero e con il volto coperto che si sono posizionate su attrezzature del mattatoio, in quello che chiamano il corridoio della morte, dove gli animali sono portati al macello.
“Libertà per tutti gli animali”, gridano in un altro video, i manifestanti.
“Gli agnelli liberati – dicono ancora -, sono stati preso in carico dagli attivisti che forniranno loro le cure necessarie e li accompagneranno in santuari dove potranno vivere una vita libera da ogni forma di sfruttamento”.
Gli inquirenti sono al lavoro, ma al momento nessuna informazione, bocche cucitissime.
Chi si trova all’interno, conta di rimanerci per l’intera giornata: “Il blocco – spiegano ancora dal collettivo – dovrebbe durare l’intera giornata, grazie ai dispositivi utilizzati dai militanti: armlocks e catene che impediscono alle autorità di rimuoverli facilmente. Ogni ora di blocco impatta direttamente sui profitti del gruppo proprietario del macello, che proprio in questo periodo si aspetta uno dei rendimenti economici più alti dell’anno.
Gli attivisti animalisti spiegano le ragioni dell’azione messa in atto: “L’azione diretta aveva diversi obiettivi: salvare animali dominati, restituendo significato all’espressione “liberazione animale”, colpire il macello infliggendo una perdita economica significativa tramite il blocco delle attività, comunicare l’urgenza di portare la lotta antispecista nei luoghi strategici dello sfruttamento animale e al fianco dagli animali stessi.
“Ogni anno – continuano – solo in Italia, vengono uccisi oltre due milioni di agnelli per i consumo di come, la maggior parte de quali durante i periodo natalizio e pasquale. Gli animali di solito, hanno meno di 4 mesi quando vengono importati dai paesi dell’Est Europa — principalmente Romania e Polonia – per poi arrivare qui nel Lazio. In occasione delle festività pasquali, l’intervento dei militani ha fermato la folle macchina della morte”.






