Carlotta frequentava l’ultimo anno all’istituto cinematografico Rossellini, suonava il basso, amava l’arte, la fotografia, la filosofia. Era la nipote per parte di madre di Romano Petretti, imprenditore viterbese del settore arredamento, che con il fratello Remo aveva dato vita a una realtà commerciale che ha segnato l’economia locale dagli anni sessanta. Suo padre, Carlo Celleno, gestiva una delle tabaccherie storiche si Viterbo a piazza delle Erbe.
Come riportato da Open, il padre ricorda così Carlotta:
“Era appassionata di urbex, il turismo dei luoghi abbandonati, ed era andata a esplorare un edificio, ma non credo abbia preso rischi eccessivi, aveva la testa sulle spalle. Carlotta era uno spirito libero, felice. Era una ragazza attaccata alla vita e sincera: aiutava tutti, era empatica col mondo”.
Carlotta dipingeva, anche come writer. Il suo tag “Sound” è visibile su altri edifici abbandonati. Non amava i social, rifuggiva la visibilità. All’istituto Rossellini lunedì la didattica si è fermata per lasciare spazio alla commozione collettiva.
L’inchiesta della procura punta a chiarire chi avrebbe dovuto vigilare sul sito. Per ora non ci sono indagati, ma i periti dell’università La Sapienza sono stati incaricati dell’autopsia e sono stati sequestrati i cellulari delle tre ragazze che erano con lei.