Tarquinia – “Dobbiamo essere apostoli della resurrezione”, il vescovo di Civitavecchia e Tarquinia Gianrico Ruzza alla partenza della processione del Cristo Risorto. A Tarquinia, il giorno di Pasqua.
Tarquinia – La processione del Cristo Risorto
“Tarquinia – dice Ruzza – deve crescere sempre di più per la sua bellezza e la sua storia e dobbiamo sempre essere una città accogliente per chi ci viene a visitare”. “Dobbiamo essere apostoli della resurrezione – sottolinea Ruzza -, quindi credere e vivere nella logica dell’amore e della generosità come ha fatto Gesù”.
Assieme a Ruzza ci sono anche il sindaco della città Francesco Sposetti e il presidente della provincia Alessandro Romoli. Con loro il consigliere regionale, presidente della commissione agricoltura Giulio Zelli.
Caratterizzata da un’atmosfera gioiosa e solenne al tempo stesso, la processione è accompagnata dal suono di marce trionfali, dai rintocchi delle campane e dallo sventolio di bandiere. Il momento più suggestivo è il passaggio sotto le antiche torri e lungo i vicoli medievali, dove tradizione e spiritualità si fondono in un evento di grande impatto emotivo e culturale.
Tarquinia – Gianrico Ruzza
“La processione è una delle tradizioni più importanti della Tuscia – conclude Romoli -, un unicum del centro Italia. Un orgoglio della nostra terra”.
La processione del Cristo Risorto, una statua lignea del 1832, parte da via San Giuseppe per proseguire poi su via dello Statuto e via Garibaldi. Da qui la statua si stacca dal resto del corteo per raggiungere l’ospedale, preceduta da una sola croce. Per un saluto ai malati.
Le croci sono in tutto 9 in rappresentanza delle parrocchie di Tarquinia cui si aggiunge una decima che aspetta la statua fuori dell’arco di via Garibaldi. Dopodiché la statua si ricongiunge fino a via XX settembre per procedere su via Umberto I, piazza Cavour, corso Vittorio Emanuele e arrivare infine a piazza Matteotti.
Daniele Camilli





