Civita Castellana – (sil.co.) – Duplice accoltellamento di via Ferretti, arrestato a Torino il quarto uomo. Anche lui originario del Marocco, come gli altri tre arrestati, ha 37 anni. I carabinieri lo hanno rintracciato nella tarda serata di lunedì 31 marzo nel capoluogo piemontese, dove sembra avesse trovato rifugio presso alcuni familiari.
Civita Castellana – Il blitz dei carabinieri
Di nazionalità marocchina, come i tre arrestati sabato 22 marzo, secondo gli investigatori avrebbe partecipato anche lui attivamente alla rissa sfociata nell’accoltellamento di due tunisini, di 22 e 27 anni, quest’ultimo tuttora ricoverato in gravissime condizioni all’ospedale Santa Rosa di Viterbo dopo un intervento chirurgico d’urgenza cui è stato sottoposto all’Andosilla di Civita Castellana.
I quattro nordafricani originari del Marocco sono stati tutti arrestati con l’accusa di tentato omicidio e lesioni aggravate in concorso. Il 24enne, il 28enne e il 31enne sono reclusi da dieci giorni nel carcere di Civitavecchia. Il connazionale di 37 anni arrestato lunedì sera è invece stato trasferito nel carcere di Torino. I primi tre compariranno il 7 aprile davanti al tribunale del riesame, cui ha presentato istanza il difensore Luigi Mancini fopo il rigetto della richiesta di domiciliari da parte del gip Fiorella Scarpato.
Il gravissimo fatto di sangue, come si ricorderà, è avvenuto nel primo pomeriggio di domenica 16 marzo, in via Ferretti davanti all’ex cinema Flaminio, nel cuore del centro storico della capitale del distretto delle ceramiche. Oltre agli arrestati, tutti con precedenti, un quinto marocchino, di 35 anni è indagato a piede libero per favoreggiamento, in quanto avrebbe tentato di nascondere sotto un mucchio di vestiti e coperte gettati alla rinfusa sul letto uno dei connazionali al momento del blitz delle forze dell’ordine.
Nel corso delle perquisizioni domiciliari sono stati rinvenuti più di 7mila euro in contanti, un coltello con una lama di circa 15 centimetri e un passamontagna.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
