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Viterbo – Fontane a secco, rifiuti ovunque, buche nelle strade, monumenti dimenticati, cimitero da vergogna, parchi e giardini invasi dalle erbe e perfino inaccessibili. È questa oggi la realtà sotto gli occhi dei cittadini. Una città abbandonata, peggiorata rispetto al passato, senza una guida, senza visione, senza speranza, senza una idea. Dopo quasi tre anni di amministrazione Frontini, il bilancio è disastroso.
Nulla è stato fatto. Nessun progetto, nessuna idea, nessun segno concreto di governo. Solo vecchi progetti atterrati nell’era Frontini, qui per caso. Solo annunci e conferenze stampa inutili, ripetitive, autoreferenziali. La propaganda ha preso il posto dell’azione. Del governo della città. Si parla, si parla, si parla. Ma la città crolla.
Viterbo – La chiesa di San Lazzaro al cimitero
La chiesa di San Lazzaro al cimitero, affrescata dal grande Pietro Vanni, è un altro simbolo dell’abbandono. Un’opera d’arte lasciata al degrado, ignorata da chi dovrebbe tutelarla. Le fontane sono vuote, deturpate. Le strade sono impraticabili. L’immondizia è ovunque. Il centro storico è ridotto a un guscio svuotato da un’amministrazione incapace e vanamente presuntuosa.
Chiara Frontini aveva promesso la luna. Ma niente. Ha portato solo danni. Nessun progetto per lo sport cittadino, ormai azzerato. Nessun intervento serio per la viabilità. Nessuna attenzione alle periferie. Nessun intervento per le frazioni. Nessun rispetto per il decoro urbano. Nessuna attenzione per le esigenze dei cittadini. Per i diritti dei cittadini.
Nel frattempo, la sindaca Frontini e la sua giunta sono diventati il simbolo dell’inefficienza ben pagata. Una macchina amministrativa paralizzata, eppure la sola sindaca costa ai cittadini quasi diecimila euro al mese. E in cambio, niente. Zero risultati. Solo chiacchiere e distintivo. Chiacchiere e distintivo. Chiacchiere e distintivo. Chiacchiere e distintivo. Una retorica del potere che è solo espressione del nulla amministrativo e politico che Chiara Frontini mostra ogni giorno. In modo imbarazzante.
Le conferenze stampa sono sempre più vuote, sempre più grottesche. Prive di senso. La gran parte su fatterelli di nessuna importanza. Basterebbero un paio di righe per aggiornare la stampa e la città, non serve l’ennesima passerella in sala Regia o alla sala d’Ercole. Ma evidentemente c’è chi non riesce a fare a meno dei riflettori, anche se dietro non c’è nulla. Tre anni di nulla nullificante, come direbbe Heidegger.
Ultimo esempio della vacuità delle conferenze stampa et similia è stata la l’inaugurazione dell’info point della Via Francigena, finanziato dalla regione. Prima lo si presenta in pompa magna e poi nei giorni cruciali per il turismo lo si tiene chiuso. Una ennesima presa per il culo da parte della sindaca Frontini. Ma ormai, il re è nudo. Sappiamo chi è politicamente e amministrativamente Chiara Frontini. Il vuoto assoluto. Un vuoto assoluto pieno di chiacchiere da bar.
La sensazione è che non è stata eletta una sindaca ma una tagliatrice di nastri. Una protagonista di selfie, più di una abile governatrice della città.
Viterbo – L’info point a via Ascenzi. – Taglio del nastro
Chiara Frontini non governa. Non ne è capace. Ostenta una supponenza e una prosopopea del tutto sproporzionate rispetto alle scarse competenze politiche. Vive lontana anni luce dalla realtà dei cittadini. E perfino la fascia tricolore viene usata come fosse uno straccio qualsiasi, perfino per inaugurare negozi.
Basta. Basta davvero. Basta sprechi, basta propaganda, basta inutili conferenze stampa. Viterbo non ne può più. I cittadini non ne possono più. Se non vuole dimettersi, visti i lauti compensi, la sindaca almeno provi a limitare i danni. E si faccia aiutare da chi sa amministrare davvero. Altrimenti i prossimi due anni saranno fatali per la città. Sarà allora difficile ripartire dalle macerie lasciate dalla giunta Frontini. Dallo scollamento tra amministrazione e cittadini, lasciato dalla giunta Frontini. Dalla montagna di chiacchiere da salotto prodotte dalla sindaca Chiara Frontini.
Perché oggi Viterbo è una città ferita. E la responsabilità ha un nome e un cognome.
Non si può non essere costernati di fronte a tanta dabbenaggine e incompetenza amministrativa e politica. La sindaca Frontini ci ha schiantati nel nulla amministrativo assoluto. Un nulla che però riesce a far danni. La pista ciclopedonabile ne è un esempio paradigmatico. Soldi buttati per far danni alla città. Una vera occasione persa. E dire che si potevano fare cose utili, necessarie e importanti.
Una domanda o due sorgono spontanee: perché la sindaca ce l’ha così tanto con la città e i suoi cittadini? Che abbiamo fatto di male? Beh in verità, riflettendo, qualcosa l’abbiamo fatta: abbiamo votato Chiara Frontini. Error, error direbbe il buon Newton.
Carlo Galeotti


