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Sutri – Con la morte di Giuseppe Carrisi non perdiamo solo un grande giornalista, ma anche un difensore dei diritti civili e la parte migliore dell’umanità.
L’11 aprile su tutti i media nazionali è stata data la notizia che era morto il giornalista Giuseppe Carrisi. Residente a Sutri voce del Gr3, scrittore e documentarista. Per me è stata una botta al cuore.
Ho avuto la fortuna di conoscere Giuseppe e di condividere il mio percorso di vita con lui. Mi ricordo perfettamente quando nella primavera del 2019 si presentò nel mio ufficio. Aveva partecipato come spettatore a un Borgo di libri, la fiera dell’editoria che si teneva a Ronciglione, e era rimasto colpito dall’organizzazione e dagli allestimenti. Voleva proporci di inserire il premio Humanitates sui diritti umani all’interno della nostra manifestazione per problemi avuti con l’amministrazione Sgarbi, cosa che avremmo avuto anche noi l’anno successivo con l’irascibile Vittorio Sgarbi, ma questa è un’altra storia.
Quello che mi colpì di Giuseppe, oltre la sua riservatezza come dicono i media, era la sua pacatezza e la sua contagiosa passione. Aveva dedicato una vita alle battaglie per i diritti umani e civili, come riportato da tutti i giornali, ma aveva una passione a cui teneva tantissimo il premio internazionale Humanitates che organizzava con la associazione Pizzicarms Onlus.
Il premio era dedicato a chi nel mondo si era contraddistinto nella difesa dei diritti umani. Era la sua creatura e con le sue capacità era riuscito a renderlo internazionale nei fatti e non solo nelle parole. La prima edizione del premio fu nel 2019 a Sutri è fu assegnato all’associazione civile argentina Abuelas de Plaza de Mayo.
La seconda edizione nel 2020 si tenne di nuovo a Sutri, con un borgo di libri a fare da cuscinetto tra Sgarbi e il premio, anche il cubo festival si era trasferito a Sutri, e il premio Humanitates fu assegnato a Patrick George Zaky e a ritirarlo per lui venne il prorettore dell’università di Bologna.
L’anno successivo, non essendoci più noi che decidemmo di lasciare Sutri per Sgarbi e alcuni membri della sua giunta, e viste le lusinghe dell’ateneo di Bologna il premio si tenne lì e fu assegnato a Marisela Ortiz Rivera in prima linea per la ricerca delle ragazze scomparse Ciudad Juarez.
La quarta edizione del premio Humanitates si tenne di nuovo a Sutri nel 2023 con il nuovo sindaco Matteo Amori, persona educata e intelligente, ad aprire il premio mentre negli anni precedenti nessuno si era presentato. Quell’anno il premio fu assegnato a Pegah Moshir Pour attivista iraniana che fu ospite anche del festival di Sanremo. Questo era il premio Humanitates di Giuseppe Carrisi e sono convinto che lo avrebbe continuato a fare a Sutri posto di cui era innamorato e dove aveva scelto di vivere.
Ma Giuseppe era legato a tutto il territorio della Tuscia dove realizzava con la sua associazione Pizzicarms, iniziative letterarie e incontri sui diritti umani. Come al solito le istituzioni e i media locali non hanno capito la grandezza di questo uomo e ciò che poteva dare in termini di cultura e sensibilità. Chi ha avuto la fortuna di conoscere Giuseppe sa di cosa parlo.
Abbiamo perso non solo un grande giornalista, ma anche un difensore dei diritti civili e la parte migliore dell’umanità che lui tanto amava e difendeva. Lo avevo sentito qualche giorno fa e mi aveva detto scriviamoci nel pomeriggio. Io quel giorno non l’ho fatto e mai più lo potrò fare. È così strana la vita e io ne so qualcosa. Ciao Giuseppe e spero che dove sei adesso, tu abbia trovato il mondo che sognavi.
Italo Leali
