Viterbo – La passione di Cristo emoziona piazza San Lorenzo. Davanti a palazzo dei Papi, i fedeli hanno rivissuto i momenti salienti della crocifissione attraverso una solenne processione e una toccante rappresentazione teatrale.
Viterbo – La processione del Cristo morto e la crocifissione a piazza San Lorenzo
Ieri 18 aprile, alle 21,30, la città di Viterbo ha dato inizio alle celebrazioni del Venerdì Santo con la tradizionale processione del Cristo Morto. Partendo dalla chiesa del Gonfalone, il corteo, presieduto dal vescovo mons. Orazio Francesco Piazza e accompagnato dalla banda cittadina “Musichiamo” dell’unità pastorale Ellera Paradiso, ha attraversato le vie del centro storico fino a raggiungere la basilica cattedrale. La confraternita del Gonfalone, gli Araldi della Madonna del Carmelo e i portatori della Madonna Liberatrice hanno portato a spalla le statue del Cristo Morto e della Madonna Addolorata, creando un momento di intensa partecipazione e raccoglimento.
Viterbo – La processione del Cristo morto e la crocifissione a piazza San Lorenzo
Al termine della processione, davanti al suggestivo scenario del palazzo dei Papi, si è svolta la rappresentazione del processo e della crocifissione di Gesù. Quest’anno, in occasione del Giubileo 2025, la sacra rappresentazione ha visto la partecipazione di oltre cento figuranti, tra giovani, adulti e famiglie, in costumi fedelmente ricostruiti.
I testi, rivisitati per l’occasione con un focus sul tema della “speranza”, sono stati interpretati da attori e interpreti quali Stefano Nazzaro, Piermaria Cecchini, Paolo Manganiello, Eugenio Mandolillo, Alessandro Braccini, Francesco Ratano, Maria Paola Mascellini e Andrea Forti. La narrazione ha posto particolare attenzione ai personaggi di Giuseppe d’Arimatea, Maria di Magdala e il Centurione, evidenziando il loro percorso di conversione e la rinascita della speranza attraverso la Resurrezione di Cristo.
A guidare la processione il vescovo Orazio Francesco Piazza, a rappresentare il comune la sindaca Chiara Frontini.
L’evento, sostenuto dal comune di Viterbo, dalla Banca Lazio Nord e dalla provincia di Viterbo, ha rappresentato un momento di profonda riflessione e spiritualità per la comunità, rinnovando una tradizione che unisce fede, arte e partecipazione collettiva.

