|
|
Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – La Cia Lazio Nord esprime la sua più totale contrarietà allo stoccaggio delle scorie nucleari nella provincia di Viterbo, dove sono stati individuati ben 22 possibili siti.
Il nostro diniego, che non vuole essere una semplice guerra di campanile, si basa su evidenze acclarate: innanzitutto la mancata applicazione dei criteri di esclusione dettati de ISPRA e, non meno importante, la possibilità di stoccaggio nei siti anche di rifiuti c.d. “ad alta attività” che dovrebbero essere collocati esclusivamente in depositi geologici profondi.
A questo aggiungiamo l’inevitabile ricaduta sia sulle attività produttive, prevalentemente agricole, del territorio, che quelle altrettanto strategiche legate al turismo.
Non riusciamo a capire il motivo per cui Sogin possa aver individuato come idonei territori ad alta produttività agricola per di più già vessata da calamità naturali e dal riscaldamento globale. Come rappresentanza degli agricoltori non possiamo che cogliere negativamente questa decisione perché impatterà negativamente sulla coltivazione olivicola, delle nocciole e degli asparagi, ma anche sulla distribuzione ovina che necessariamente subirà una contrazione.
Lasciamo immaginare le conseguenze economiche sul territorio già orientato verso la conversione dell’agricoltura in fotovoltaico, settore che poco lascia in loco.
Non per ultimo, pensiamo che tale scelta potrà comportare anche il peggioramento del quadro oncologico non essendoci ancora studi e valutazioni che escludano tale pericolo.
Per questi motivi saremo a fianco dei cittadini, come sempre abbiamo fatto, sia il 6 aprile a Canino che l’11 maggio a Corchiano, per manifestare insieme a loro la nostra ferma opposizione a tale decisione ribadendo la follia della scelta.
Cia Lazio Nord
