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Mafia turca, arrestato il rapper che in un video elogiava il boss Baris Boyun

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Maxioperazione contro la mafia turca - La polizia in azione a Bagnaia - Nel riquadro Giorgio Meschini e Baris Boyun

Il blitz del 22 maggio 2024 a Bagnaia – Nel riquadro Giorgio Meschini e Baris Boyun


Viterbo – Mafia turca, arrestato il rapper che in un video elogiava il boss Baris Boyun. Ieri intanto nell’aula bunker del tribunale di Milano è stata la volta delle dichiarazioni degli imputati che ne hanno fatto richiesta, mentre è slittata al 23 aprile la requisitoria del pm Bruna Albertini davanti al gip Roberto Crepaldi.

Sono 12 gli imputati che saranno giudicati con l’abbreviato, tra i quali il 32nne viterbese Giorgio Meschini difeso da Remigio Sicilia  e tre turchi assistiti dall’avvocato Samuele De Santis,  tutti detenuti al Nicandro Izzo di Viterbo. Un albanese arrestato nel blitz del 22 maggio 2024 a Vetralla, il 27enne Artiol Shabani, ha patteggiato lo scorso 25 marzo 4 anni e sette mesi per associazione a delinquere finalizzata ad armi e droga. 

Il 16 aprile, nel frattempo, Boyun e altri imputati compariranno davanti alla corte d’assise di Milano, per il processo che li vede accusati di banda armata e altri reati, legati anche al racket dell’immigrazione clandestina lungo la rotta balcanica. 

L’8 aprile, è stato invece arrestato dalla polizia di Istanbul e poi rilasciato un noto rapper 41enne, Massaka, per avere pubblicato su Youtube un video in cui inneggia al boss Baris Boyun, anche lui 41enne, detenuto in Italia dall’arresto di Bagnaia del 22 maggio 2024, quando  è stata smantellata la “cellula” messa su in Italia dal terrorista e mafioso quarantenne d’origine curda.


Istanbul - L'arresto del rapper Massaka per l'elogio al boss Baris Boyun

Istanbul – L’arresto del rapper Massaka per l’elogio al boss Baris Boyun


Prosegue  intanto a Roma il braccio di ferro con la Turchia sull’estradizione del boss, che ha visto aggiungersi una memoria dell’ambasciata turca, inoltrata al ministero della giustizia, per rassicurare sulle condizioni nelle carceri del Paese guidato da Erdogan. “Il valore calorico medio giornaliero per una persona è stato determinato in 2300 calorie”, si legge nel documento sul capitolo cibo. Poi vengono vantate attività sportive come calcio, pallavolo, pallacanestro, ping-pong e badminton, scacchi e dama, attività sociali e culturali, programmi di gestione della rabbia, di lotta al fumo e all’alcol. E poi le camere singole “in un minimo di 11 metri quadrati e un massimo di 16”.

Nel frattempo, in Italia, Boyun è stato di recente trasferito in una una sezione 41 bis, dove è detenuto in regime di carcere duro, dopo la scoperta che continuava a inviare “pizzini” dal carcere di Torino con la complicità del cognato 38enne Efe Kantin, arrestato a febbraio.

Una prima richiesta di estradizione di Boyun, accusato anche di una serie di omicidi, era stata respinta a Bologna. Su una seconda istanza deve ancora esprimersi la corte d’appello di Roma, dopo un rinvio dalla cassazione.

Silvana Cortignani


Mafia turca - Il boss Baris Boyun passa pizzini in carcere

Mafia turca – Il boss Baris Boyun passa pizzini in carcere


Video: Arresto di Baris Boyun – video della polizia – L’operazione antimafia Turca


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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