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Nuove accuse contro il boss Boyun, ordinò dal carcere di uccidere il procuratore di Istanbul

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Viterbo – (sil.co.) – Mafia turca, dopo l’arresto a Bagnaia il boss Baris Boyun avrebbe ordinato di uccidere il procuratore capo di Istanbul per avere indagato sul suo conto.Bloccato il suo presunto “vice”. 


Mafia turca - Dopo l'arresto in Italia, il boss Boyun avrebbe ordinato l'omicidio del procuratore di Istanbul

Mafia turca – Dopo l’arresto in Italia, il boss Boyun avrebbe ordinato l’omicidio del procuratore di Istanbul – Nel riquadro a destra, il presunto “vice”


È intanto prevista la settimana prossima, a Milano, la requisitoria del pm Bruna Albertini per i 12 imputati che hanno scelto l’abbreviato davanti al gip Roberto Crepaldi. Rito che in caso di condanna prevede lo sconto di un terzo della pena. Tra loro il 32nne viterbese Giorgio Meschini difeso dall’avvocato Remigio Sicilia e tre turchi assistiti dall’avvocato Samuele De Santis, tutti detenuti al Nicandro Izzo di Viterbo dal blitz del 22 maggio 2024, in cui fu arrestato il boss 41enne di etnia curda Baris Boyun.

Un albanese bloccato l’anno scorso dai carabinieri a Vetralla, il 27enne Artiol Shabani, ha nel frattempo patteggiato lo scorso 25 marzo 4 anni e sette mesi per associazione a delinquere finalizzata ad armi e droga. 

Nel frattempo, in Italia, Boyun è stato di recente trasferito al 41 bis, detenuto in regime di carcere duro, dopo la scoperta che continuava a inviare “pizzini” dal carcere di Torino con la complicità del cognato 38enne Efe Kantin, arrestato a febbraio.

Una prima richiesta di estradizione di Boyun, accusato anche di una serie di omicidi, era stata respinta a Bologna. Su una seconda istanza deve ancora esprimersi la corte d’appello di Roma, dopo un rinvio dalla cassazione.


Maxioperazione contro la mafia turca - La polizia in azione a Bagnaia - Nel riquadro Giorgio Meschini e Baris Boyun

Maxioperazione contro la mafia turca – La polizia in azione a Bagnaia – Nel riquadro Giorgio Meschini e Baris Boyun


Baris Boyun, intanto, avrebbe continuato a dirigere la sua organizzazione dall’Italia. Secondo notizie diffuse la settimana scorsa dai media turchi, dopo essere stato catturato a Bagnaia lo scorso 22 maggio, avrebbe dato ordine di assassinare il procuratore di Istanbul, Hasan Ceyhun, mentre prosegue in Turchia la maxi inchiesta su 305 sospettati di appartenere alla banda del boss, accusati di aver commesso reati contro 142 vittime a Istanbul.

Secondo le notizie pubblicate il 14 aprile sul giornale Sabah, i due presunti sodali Gurur Işinçelik e Mert Gültepe, che erano a capo dell’organizzazione su istruzione di Boyun, avrebbero immediatamente preso provvedimenti per motivare l’organizzazione a compiere azioni sanguinose.

L’ordine di esecuzione sarebbe venuto alla luce quando sono stati decifrati i messaggi vocali tra i membri dell’organizzazione. Mert Gültepe, in particolare, che avrebbe assunto la guida dell’organizzazione criminale, avrebbe dato ordine di uccidere il procuratore che conduceva le indagini.

Secondo le accuse, in tre lettere separate inviate ai membri dell’organizzazione per garantire la continuità della sua banda, Boyun avrebbe dichiarato: “Sono entrato qui. Ho affidato il lavoro a Pride (Gurur Işınçelik) e Mertler (Mert Gültepe). State sempre insieme. Tenetevi stretti e non lasciatevi andare, agite insieme, fate insieme, condividete insieme…”. 


Mafia turca - Dopo l'arresto in Italia, il boss Boyun avrebbe ordinato l'omicidio del procuratore di Istanbul

Mafia turca – Dopo l’arresto in Italia, il boss Boyun avrebbe ordinato l’omicidio del procuratore di Istanbul


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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