Ronciglione – Omicidio Arcuri, l’accusa presenta una lista di ben 72 testimoni contro la nonna di Andrea Landolfi Cudia, il pugile e operatore sociosanitario romano 35enne che sta scontando in carcere una condanna definitiva a 22 anni per l’omicidio della fidanzata 26enne Maria Sestina Arcuri, precipitata dalle scale della casa di Ronciglione dell’anziana, la notte tra il 3 e il 4 febbraio 2019 e poi morta due giorni dopo all’ospedale di Belcolle a causa delle gravissime lesioni riportate.
Mirella Iezzi e Andrea Landolfi
Da quella tragica notte sono trascorsi sei anni, così come dall’interrogatorio fiume della donna, oggi 85enne, messa sotto torchio per otto ore dal pm Franco Pacifici il successivo 8 marzo, quando secondo la procura avrebbe mentito per coprire il nipote, cercando di far passare in tutti i modi il delitto per un incidente.
Il problema – a fronte di un carico di ben 72 testi – è che non possono allungarsi più di tanto i tempi del processo a nonna Mirella Iezzi, che anche ieri non era presente in tribunale, perché sul procedimento, con una richiesta di rinvio a giudizio giunta solo nel 2023, a distanza di quattro anni dai fatti, incombe la prescrizione. La cui data, l’8 settembre 2026, potrebbe sembrare lontana, non fosse per l’appunto per le difficoltà istruttorie rappresentate dalla lista di ben 72 testimoni. presentata dall’accusa.
A porsi il problema è stata ieri mattina il giudice Daniela Rispoli che, dopo avere rigettato una eccezione preliminare del difensore Guido Giannini relativa a una presunta nullità della notifica della fissazione dell’udienza preliminare, ha invitato il pm onorario a scremare la lista dei testimoni dell’accusa prima della prossima udienza, fissata per il 2 luglio, quando sarà deciso il prosieguo del processo.
In aula non era presente nessuna delle parti offese. Nessuno per il pronipote dell’imputata e figlio di Landolfi, che ha oggi 10 anni. E nessuno per i genitori e i due fratelli di Maria Sestina Arcuri, assistiti dall’avvocato Vincenzo Luccisano, che non si sono costituiti parte civile.
Mirella Iezzi la notte della tragedia si allontanò da Ronciglione – secondo l’accusa abbandonando Sestina già ferita al suo destino, per cui le viene contestata anche l’omissione di soccorso – dopo essere stata colpita da Landolfi con un pugno che le avrebbe provocato la frattura di alcune costole, motivo per cui il 35enne è stato condannato anche a quattro anni per lesioni gravi. Avrebbe inoltre, sempre secondo l’accusa, lasciato in balia del padre, in preda all’alcol, il nipotino di cinque anni che anche era ospite a casa sua col genitore e la compagna.
La richiesta di rinvio a giudizio dell’anziana risale al 5 maggio 2023, mentre l’udienza preliminare si è chiusa il 26 giugno dell’anno scorso, quando il procedimento a suo carico è stato affidato al giudice monocratico Daniela Rispoli del tribunale di Viterbo.
Silvana Cortignani
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
