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Viterbo – Domenica sera di sangue nel quartiere di San Faustino a Viterbo, dove un cagnolino di piccola taglia è stato azzannato e ucciso da un pitbull lasciato libero, senza guinzaglio.
Una scena agghiacciante, consumata sotto gli occhi attoniti di alcuni residenti. Per il piccolo animale non ci sarebbe stato scampo: stando a quanto emerso, l’attacco sarebbe stato talmente violento da provocarne quasi la decapitazione.
Secondo le prime ricostruzioni, il pitbull si sarebbe avventato sulla vittima, colpendola al muso e alla testa. Un attacco letale.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri e i veterinari della Asl, che hanno ricostruito i contorni della vicenda e identificato il proprietario del pitbull. L’animale è stato riconsegnato all’uomo, a cui è stato imposto l’obbligo di sottoporlo a tutti gli accertamenti sanitari e comportamentali previsti dalla legge.
La notizia è diventata subito virale sui social e sono scattati i commenti.
“E un cane “recidivo” viene sempre tenuto libero ma nessuno ha pensato mai di fare qualcosa, ma non a lui, ai proprietari”, afferma Rosangela.
“Io ormai sono più di 2 anni che non ci vengo più perché è sempre libero e pericoloso, con le mie cagnoline ho fatto in tempo a metterle in macchina… ma è stata solo fortuna”, dice Giuseppina.
“Tutti sanno perché tutti vedono. Ma nessuno interviene. Quindi poi che succedano certe cose è solo questione di tempo”, sottolinea Irene Temperini.
“La prossima vittima sarà un bambino… nessuno fa niente tanto”, sentenzia Massimiliano.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
