Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – L’impressione è quella di un campo di carciofi con sullo sfondo una statua in stile neoclassico stampata, che non ricorda in nulla Santa Rosa, come non ricorda il periodo storico nel quale la Santa è vissuta. Il Medioevo è anti-monumentale, concepisce la celebrazione della forma attraverso il legno ed il colore: materiali pensati vivi, quindi in linea con il ricordo e la commemorazione.
Viterbo – Il decoro del verde all’ospedale Santa Rosa
Onorare Santa Rosa doveva significare fare qualcosa in più per gli ammalati e i loro familiari, non togliere parcheggi agli invalidi o ai mezzi di soccorso ospedalieri. Onorare la santa doveva significare entrare in empatia con il suo messaggio rivolto ai deboli, ben lontano da un piazzale ospedaliero divenuto inutile, perché Rosa di monumentale aveva il pensiero, non la stazza di una statua messa per ricevere un nome che non potrà mai avere Rosa era piccola e ricurva, il suo potere oscillava tra la parola e sguardo tanto caro alla statuaria medievale.
L’impianto disarmonico del piazzale tra cemento e verde scivola verso una discutibile estetica fatta pagare all’utilità tecnica che un ospedale deve avere. Santa Rosa deve far pensare al senso pratico della vita, alla volontà di alleviare sofferenze, che invece adesso per anziani e disabili aumentano, visto che c’è fare un bel pezzo di strada a piedi dal parcheggio per arrivare ai reparti, oltrepassando i vigilanti pagati per spostare una barriera di plastica ogni tanto.
Non è in discussione l’intitolazione dell’ospedale, sono in discussione la contraddizione e il furto al senso pratico che vorrebbe un ospedale immediatamente raggiungibile. Lo spazio per l’estetica si trova sempre e non era necessario banalizzare un piazzale e quello che è peggio la sacralità di una piccola donna intorno alla quale Viterbo si stringe.
Si può e si deve essere contro l’ignoranza di chi confonde la spiritualità contemplativa medievale con la progettualità neoclassica che poi di classico non ha nulla, perché greci e romani dipingevano le statue per evitare che fossero fantasmi.
Fiorenzo Mascagna
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