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Viterbo – Palestra, il consorzio Santa Barbara Sport è Salute contesta mancata comparazione delle offerte e violazione del principio della rotazione. Nelle motivazioni il ricorso al Tar evidenziati difetti di motivazione, carenze istruttorie e mancato rispetto dei principi di concorrenza e trasparenza.
Assenza di comparazione tra le proposte ricevute, difetto di motivazione dell’aggiudicazione, mancata verifica dei requisiti del gestore scelto e violazione del principio di rotazione: sono i principali motivi del ricorso presentato dal consorzio Santa Barbara Sport è Salute contro l’affidamento della palestra Santa Barbara al Comitato Provinciale Libertas Viterbo.
Nel ricorso al Tar del Lazio, il consorzio Santa Barbara Sport è Salute, assistito dall’avvocato Michele Mancini, contesta che il comune di Viterbo, con la determina n. 684 del 20 marzo 2025, avrebbe assegnato la gestione dell’impianto senza effettuare una valutazione comparativa tra le quattro offerte pervenute, limitandosi a una motivazione generica sulla “maggior rispondenza” dell’offerta Libertas, priva di punteggi o griglie di valutazione.
Il consorzio Santa Barbara Sport è Salute contesta anche la violazione del principio di rotazione degli affidamenti sotto soglia, sottolineando che l’affidamento è avvenuto a favore di un soggetto già gestore di altri impianti comunali, senza adeguata motivazione. Inoltre, il consorzio rileva che il comune avrebbe omesso i controlli previsti sui requisiti tecnici ed economici del Comitato Provinciale Libertas Viterbo, basandosi su una semplice autodichiarazione priva di documentazione probatoria.
Il consorzio Santa Barbara Sport è Salute evidenzia infine che la propria proposta prevedeva investimenti migliorativi per oltre 60.000 euro, un’apertura settimanale di 80 ore contro le 60 previste da Libertas, un’offerta sportiva più ampia con dodici discipline contro sette e corsi gratuiti per soggetti fragili. Alla luce di queste contestazioni, è stata chiesta anche la sospensione urgente dell’efficacia dell’affidamento per evitare danni irreversibili.
Nel ricorso, il consorzio Santa Barbara Sport è Salute, rappresentato dall’avvocato Michele Mancini, contesta:
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Mancata comparazione delle offerte: il comune non ha confrontato le quattro proposte ricevute né utilizzato griglie di valutazione o punteggi.
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Motivazione generica: la determina si limita a richiamare una generica “maggior rispondenza” senza analisi tecnica ed economica delle offerte.
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Violazione del principio di rotazione: il soggetto affidatario risulterebbe già gestore di altri impianti comunali, senza motivare la deroga.
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Mancata verifica dei requisiti: il comune si è basato su autodichiarazioni senza acquisire durc, bilanci o prova dell’esperienza richiesta.
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Disparità di trattamento: richieste più rigorose di documentazione al consorzio Santa Barbara Sport è Salute rispetto al comitato Libertas.
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Omissione degli obblighi di trasparenza: mancata pubblicazione del verbale di valutazione, dello schema di convenzione e dell’avviso sui risultati.
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Travisamento dei fatti: ignorati gli investimenti migliorativi e le attività gratuite previste dal progetto del consorzio Santa Barbara Sport è Salute.
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Mancata attivazione del soccorso istruttorio: nessuna richiesta di integrazioni o chiarimenti ai partecipanti.
Il consorzio Santa Barbara Sport è Salute evidenzia inoltre che la propria proposta prevedeva 80 ore settimanali di apertura contro le 60 di Libertas, 12 discipline sportive contro 7 e investimenti strutturali per oltre 60.000 euro.
Alla luce di queste contestazioni, è stata chiesta anche la sospensione urgente dell’efficacia dell’affidamento.
Articoli: Luciano Tola: “Palestra Santa Barbara, abbiamo fatto ricorso al Tar perché nell’assegnazione ci sono grosse incongruenze” – Chiesta la sospensione dell’affidamento della palestra di Santa Barbara
